L'affitto del campo si paga in riso
GRAVELLONA Il Comune fornisce il terreno e l'agricoltore paga l'affitto in riso, che deve avere il marchio "Riso di Gravellona" e dev'essere Carnaroli «quello da risotto», come conferma lo stesso sindaco Franco Ratti. «Abbiamo voluto lanciare quest'idea – spiega il sindaco Ratti – dal momento che in seguito a una lottizzazione l'amministrazione comunale aveva diritto a un terreno da adibire ad area verde. Siccome si trovava vicino al parco comunale abbiamo pensato di allargarne la superficie, ma non avendo al momento le forze sufficienti per gestire un'altra porzione di parco abbiamo pensato di trasformarlo in un risaia». Ora l'amministrazione ha deciso di cercare contadini che vogliano coltivare il terreno, corrispondendo l'affitto con parte del riso raccolto. «Utilizzeremo il riso per fare dei regali come amministrazione e anche nelle feste che organizziamo – continua il sindaco –. La cosa che più ci preme è però quella di avere un riso tipico di Gravellona, che sarà venduto con il marchio nei nostri negozi. L'obiettivo sarebbe quello di avere qualcosa di tipico che i turisti possano portare con sé quando tornano a casa da Gravellona. Se uno va a Reggio Emilia e non trova il parmiggiano ci rimane male, lo stesso se da Gravellona torna senza un sacchetto di riso. Dall'anno prossimo si potrà trovare a Gravellona e sarà un ricordo per i visitatori». Andrea Ballone