«Serve maggiore attenzione per le famiglie numerose»
BOLZANO Luoghi di incontro pensati per mamme e figli, assegni ai nuclei familiari con più di tre bimbi, possibilità di lavoro part-time. Se mantenere una famiglia numerosa rimane faticoso e oneroso, a Bolzano è forse più facile grazie a maggiori segni di attenzione. Emanuela Garavelli Spitaleri ha sei figli maschi, dai 23 anni ai 5 anni. Vivono a Laives, in provincia di Bolzano. «Con la nascita del secondo abbiamo capito che la nostra vita era cambiata. La terza gravidanza è stato il giro di boa». Lei e il marito Alfio, consiglieri dell'Associazione nazionale famiglie numerose, hanno sempre lavorato, infermiera lei, tecnico di laboratorio bio-medico lui. «Dopo il terzo figlio – racconta – ho ottenuto il part-time dall'azienda sanitaria per cui lavoro. Per sette anni ho fatto solo turni di notte per poter stare di giorno con i bambini. Ora quando me lo chiedono rispondo che lavoro al 50% fuori e al 100% a casa». Un'esperienza possibile grazie anche all'aiuto di familiari e amici. «Si fa economia di scala, si passano i vestiti dei grandi ai piccoli; non si va al ristorante, ma la pizza si fa in casa; si spiega a un figlio adolescente perché non potrà avere le scarpe firmate, ma è anche un modo per trasmettergli dei valori». Una politica fatta di supporti, ma anche di segni di attenzione per far capire che la famiglia è un luogo importante: ecco quello che occorre per poter vivere serenamente l'esperienza di crescere tanti figli. «Si parla tanto di famiglie in crisi, ma poi non si fa nulla di concreto per aiutarle. Anche a Bolzano ci sono genitori che hanno perso il lavoro o in cassa integrazione, coppie che rinunciano a un secondo o terzo figlio per timore di non poterlo mantenere». (c.l.)