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la polemica Sindacati, così non va bene nÈ proprio cambiato il mondo. Ho letto sulla Provincia pavese di una vertenza sindacale al Comune di Pavia dove Uil da una parte e Cgil e Cisl dall'altra procedeno divisw. Quel che mi ha colpito è che parte del sindacato non si batte per avere tutto il poco che si può pretendere per i lavoratori, ma rinuncia anche a trattare cose che l'amministrazione decide da sola. I sindacati negli anni passati hanno fatto tanti scioperi per difendere i dipendenti e ora vedo che si firma un contratto comunale che toglie al sindacato stesso peso e potere. Penso che i sindacati, uniti, debbano camminare con forza come tanti anni fa, quando si andava sempre avanti e non come adesso che si cammina all'indietro come i gamberi. Michele D'Amico pensionato Necchi miradolo Comune, una spesa che si poteva evitare nNon ho parole! Con la crisi generale e la gravissima disoccupazione giovanile, leggo sulla Provincia pavese che il Comune di Miradolo ha deciso di rifare negli uffici comunali la "tappezzeria" e l'impianto elettrico per la "modesta" somma di 40.000 (quarantamila!) euro. È una vergogna e una presa in giro per tutti i cittadini del Comune! prof. Tiziano Malabarba codevilla La Provincia potenzia i servizi in Oltrepo nVorrei rispondere alla lettera pubblicata giovedì 23 dal titolo "Decentramento ok, allora chiudiamo" a firma di Luigi Bassanese, in merito alla chiusura dell'ufficio territoriale e di informazione turistica di Codevilla. L'ufficio è ospitato in alcuni locali di un centro commerciale che sono nella disponibilità del Comune di Codevilla. Lo stesso Comune, però, ha richiesto alla Provincia di Pavia di liberarli entro il 31 gennaio perché li deve a sua volta restituire al proprietario. La Provincia si è quindi ritrovata suo malgrado a dover rinunciare a questi locali, ma non rinuncia certo ad erogare i servizi in Oltrepo, anzi! Partendo proprio da questa situazione, che abbiamo dovuto accettare, stiamo infatti delineando, con altri enti locali, nuovi accordi che addirittura potenzieranno i servizi erogati in Oltrepo. Ovviamente sarà nostra premura darne notizia non appena li definiremo. Emanuela Marchiafava assessore provinciale al Turismo pavia L'anima del San Matteo nei vecchi padiglioni nAvevo voglia di dare un'occhiata alla nuova Clinica Medica trasferita da un mese al quarto piano del Dea. Sono entrato nel cortile del Policlinico e ho pensato di fermarmi un momento nel vecchio Istituto. Nell'atrio, sono stato colpito da un silenzio inusuale; nessun segno di vita nei corridoi e attorno ai distributori di bevande. Preso da una certa curiosità sono salito al primo piano e ho cercato un po' di vita verso la biblioteca. Entrando, ho incontrato Claudio, gentile e disponibile come sempre; dopo avere scambiato quattro chiacchiere con lui, sono entrato tra i tavoli della biblioteca dove sei-sette studenti stavano consultando riviste e manuali, in un silenzio religioso ma vitale. Mi sono trovato catapultato all'indietro, nel giugno '64, quando consultavo il volume di ematologia del Trattato di Introzzi, allora nuovo di zecca, per approfondire le mie conoscenze sul morbo di Cooley, oggetto della mia tesi di luglio. Ho richiesto a Claudio quel volume, sgualcito e vecchio come me, ho ritrovato quasi con piacere le pagine consultate decenni prima. L'idea era ancora quella di raggiungere il Dea, quando mi sono accorto della porticina socchiusa. Sono così entrato nella penombra di quell'aula che aveva visto tanti grandi medici alle prese con l'insegnamento della Medicina. Allora, seduto in fondo al primo banco dell'emiciclo mi sono guardato attorno e mi è scappato l'occhio sul grande crocifisso, appeso sopra la porta d'entrata. Mi è venuto in mente un episodio capitatomi anni prima. Ero intento a fare il giro visita al 19 bis quando la segreteria di Malamani, signora Carla, mi è venuta a dire se potevo sostituire il Direttore per una lezione da farsi non nell'auletta della Patologia Medica, ma in quella grande, dove mi trovavo ora. Mi sono venuti i brividi, perché l'aula grande aveva una sua sacralità; di lì erano passati Ferrata, Introzzi, Marinone e tanti altri. Parecchio imbarazzato cercai un appoggio, chiedendo a un giovane paziente del reparto se acconsentiva a raccontare la sua storia agli studenti, una cinquantina dell'ultimo anno. La lezione andò bene, anche perché il ragazzo aveva collaborato, facilitando parecchio i miei commenti. Uscendo dall'aula, lo ringraziai: "Quando lei parlava, mi sono trovato ad ammirare quel grosso crocifisso che sovrasta la porta d'entrata. Mi é venuto in mente il crocifisso di don Camillo che dialogava a lungo con Lui. Così, ho cercato di confidargli le mie preoccupazioni e mi è sembrato di ricevere in qualche modo una sua protezione. Per questo sono io che la ringrazio!" Quel crocifisso, ancora lì da decenni, mi ha fatto ricordare quell'episodio. Il ritorno in corridoio mi ha sconsigliato di addentrarmi nel Dea: lì tutto sarà tecnologicamente perfetto, ma manca l'anima di una vita ospedaliera fatta di contatti umani quotidiani consolidati nel tempo in spazi purtroppo prossimi all'oblio. Paolo Bottoni scuola Sostenere le paritarie? Ci sono altre priorità nCi risiamo: dal Nuovo Centrodestra ritorna la solita difesa delle scuole paritarie, a danno delle scuole pubbliche. Ecco perché vorremmo chiarire alcuni punti, in risposta alla lettera firmata da Sergio Pellegrino, Massimo Rossella, Sandro Assanelli e Pietro Trivi, pubblicata venerdì 24. Innanzitutto, la legge 62/2000 da loro stessi citata riconosce sì le scuole paritarie quali facenti parte del sistema nazionale d'istruzione, ma allo stesso tempo richiama l'art. 33 della Costituzione che ne vieta il finanziamento. Quindi, se un genitore legittimamente sceglie una scuola paritaria per i propri figli, sceglie pure di sostenere oneri di cui lo Stato non può e non deve farsi carico. In secondo luogo, è fuorviante affermare che un maggiore investimento nella scuola paritaria porterebbe risparmi allo Stato. Dovendo infatti garantire la libera e gratuita istruzione per tutti, lo Stato ha l'obbligo di far fronte a costi fissi che non possono essere tagliati, a partire da quelli relativi agli immobili e ai docenti. Ecco perché, anche nel caso estremo in cui tutti i frequentanti le scuole paritarie si riversassero sulle statali, non ci sarebbero sensibili costi aggiuntivi, in quanto gli studenti in più verrebbero assorbiti da strutture e docenti già operativi. In terzo luogo, le scuole paritarie costano meno allo Stato perchè sono sostenute dai genitori, dalla Regione, dagli enti locali e da scelte gestionali che, per esempio, permettono di riconoscere stipendi più bassi agli insegnanti. Fatti due conti, insomma, ci sembra siano ben altre le priorità prima di investire nelle scuole paritarie, le quali pare non brillino neppure per la qualità dell'insegnamento stando ai dati Ocse, che registrano una performance degli studenti "paritari" mediamente inferiore rispetto agli studenti della scuola pubblica. A quanti hanno a cuore la scuola italiana non ci resta che ricordare le solite emergenze: fare manutenzione agli istituti scolastici pubblici e assumere nuovi insegnanti, bidelli e dirigenti capaci. Vale a dire, elevare la qualità della scuola che offriamo alla stragrande maggioranza dei nostri bambini. Ilaria Cristiani responsabile scuola Pd Pavia il caso tedesi Cattaneo non si è fatto nessuna domanda? nLa vicenda dell'arresto dell'ing. Tedesi, direttore generale di Asm Pavia, nominato dall'amministrazione Cattaneo, rappresenta a giudizio di Scelta Civica un fatto politicamente gravissimo. Non anticipiamo giudizi sulle eventuali responsabilità penali dell'imputato, compito della Magistratura. Vogliamo però mettere in sequenza gli avvenimenti: Tedesi riceve a luglio 2009 un incarico dal CdA di Asm Pavia; nel luglio 2010 i giornali pubblicano la notizia che è indagato per la bonifica dell'area Santa Giulia a Milano; per la stessa inchiesta viene arrestata nell'autunno 2009 Rosanna Gariboldi, moglie di Gianfranco Abelli, che uscirà dal carcere di San Vittore patteggiando nel gennaio 2010 2 anni di reclusione e acconsentendo a pagare 1,2 milioni di euro, ovvero ammettendo le proprie responsabilità; nella stessa inchiesta viene coinvolto Giuseppe Grossi, titolare della Sadi Servizi Industriali, e Tedesi ha collaborato con Grossi anche nelle bonifiche di Valle Lomellina, a testimonianza di un rapporto complesso e duraturo nel tempo; infine Tedesi viene assunto dalla amministrazione Cattaneo come Direttore generale di Asm Pavia a inizio 2013, quando tutto ciò era ampiamente noto da anni! Il nostro giudizio è netto: un atto impresentabile e deprecabile sul piano politico e morale. Possibile che non ci fosse un candidato non inquisito, non coinvolto in torbidi affari sui rifiuti e sulle bonifiche? Il sindaco Cattaneo non si è fatto nessuna domanda sulla legalità, sulla trasparenza, sui possibili conflitti di interessi dell'ing. Tedesi nella gestione dei rifiuti e delle bonifiche? Gli avvenimenti di questi giorni ci confermano che a Pavia c'è un grande bisogno di legalità e di aria nuova. Siamo certi che i pavesi se ne rendono conto. Marta Sempio Scelta civica Pavia