Confartigianato, stipendi a rate per 47

PAVIA Ancora riduzioni di orario e la proposta di pagare lo stipendio a rate per i 47 dipendenti di Confartigianato e Assimp, la società che si occupa dell'attività dell'ente. Finita la cassa integrazione in deroga per i dipendenti dell'associazione artigiani di Pavia, si era aperta la strada del part time con la riduzione dell'orario di lavoro settimanale da 40 ore a 28 per affrontare la crisi e, di conseguenza, l'esodo degli iscritti. Ma ora anche questo accordo, siglato a livello individuale da ciascun lavoratore e quindi senza i sindacati, è scaduto. Parte dei dipendenti ha accettato una ulteriore diminuzione dell'orario con accordi individuali biennali. Il 9 dicembre si era riunito il consiglio direttivo, ma il presidente di Confartigianato Renato Perversi aveva smentito le voci di riduzione del personale. «L'intenzione è di andare avanti con il part time - aveva spiegato Perversi, che ieri, contattato al telefono, non ha risposto –, che era stato introdotto proprio per tutelare i posti di lavoro. Questa è sempre stata la filosofia dell'azienda e il consiglio direttivo aveva deciso di proporre questa soluzione per affrontare la situazione degli esuberi». L'associazione ha risentito, soprattutto tra il 2011 e il 2012, della crisi degli associati. Per questa ragione lo scorso anno si era deciso di tagliare l'orario di ciascun dipendente di 4 ore settimanali. Anche questo, però, non era bastato a superare la diminuzione del volume d'affari. Erano dunque stati introdotti, a inizio 2013, contratti part time, con un taglio delle ore di lavoro più consistente. Eppure, secondo quanto affermato dai dirigenti nell'ultimo anno l'associazione pavese avrebbe addirittura incrementato in numero degli iscritti di qualche punto percentuale e l'intenzione per il 2014 era quella di riuscire a allargare la gamma dei servizi per gli associati. dal broker assicurativo all'agenzia per il recupero dei crediti. Sul bilancio dell'associazione pende però ancora il contenzioso con la Regione, che a giugno aveva chiesto la restituzione di 90mila euro di finanziamenti per alcuni corsi di formazione che, secondo l'esposto presentato nel giugno 2011 dall'ex presidente Giuseppe Daidone e l'ex tesoriere Sabina Apollonio, non sarebbero mai stati mai svolti. L'associazione aveva fatto ricorso. @anna@ghezzi ©RIPRODUZIONE RISERVATA