Trovato un altro magazzino dei ladri

di Adriano Agatti wPAVIA Scoperto un altro nascondiglio dove la gang dei cileni nascondeva la refurtiva. I carabinieri di Pavia, nelle cantine dell'edificio dove l'altro giorno erano stati trovati gioielli e orologi per trecentomila euro, hanno recuperato altri 36 orologi e circa dieci chilogrammi di bigiotteria. Secondo gli investigatori pavesi erano stati preparati per essere inviati in Cile oppure in qualche altra paese del Sud america. A questo punto gli investigatori dell'Arma sospettano che la gang abbia messo a segno diversi colpi in più rispetto al 119 scoperti nel corso di un'inchiesta durata oltre un mese. Il capitano Gennaro Cassese, il luogotenente Enrico Guastini, del reparto operativo della compagnia di Pavia, e il maresciallo Rosario Spatola della stazione di Landriano, ieri mattina hanno eseguito un nuovo sopralluogo nel covo della banda, a Cinisello Balsamo, e hanno recuperato l'altra parte di refurtiva. E' stata portata a Pavia in attesa di risalire ai proprietari. Ma non sarà un lavoro facile. Si tratta di un bottino di valore notevolmente inferiore rispetto al precedente ed in effetti i cileni, sei sono stati arrestati, l'avevano separata dal resto della refurtiva. Intanto i centralini del comando dei carabinieri, in piazza San Pietro in Ciel d'oro, sono stati tempestati da decine di telefonate di cittadini che, negli ultimi mesi, hanno subìto furti in casa. Chiamate arrivate da tutta la Lombardia. I carabinieri stanno facendo il possibile per accontentare le richieste ma sono necessarie informazioni precise da parte dei derubati. Hanno già identificato i proprietari di numerosi gioielli «razziati» nelle province di Bergamo, Brescia e Varese. In quelle zone erano stati messi a segno gli ultimi colpi della banda e i gioielli razziati non erano stati ancora «piazzati» ai ricettatori. Per il momento nessun pavese vittima dei furti ha riconosciuto la sua roba. I colpi della gang in provincia di Pavia risalgono a qualche settimana fa e i cileni potrebbero aver già piazzato l'oro e i preziosi. Nel corso delle indagini i militari hanno anche scoperto che due componenti della banda avevano trasferito a loro parenti in Cile circa trentamila euro in contanti. Gli investigatori sospettano che siano il provento della vendita di una piccola parte della refurtiva. La banda, secondo le indagini, avrebbe messo a segno almeno quattro o cinque colpi al giorno. Un particolare che ha incuriosito i carabinieri: nella refurtiva recuperata non ci sono pietre preziose. Probabilmente i cileni riuscivano a piazzarle a tempo di record dopo i furti. Le indagini sono in corso. I militari sono alla caccia di eventuali complici di una gang che agiva da qualche settimana in Lombardia. Non è da escludere che i sei cileni bloccati a Capriolo (nel bresciano) e a Cinisello Balsamo si appoggiassero ad altri connazionali.