Letta: guerra ai patrimoni mafiosi

ROMA La «lotta senza quartiere» alla mafia sarà un punto qualificante del programma di governo nel 2014. Lo annuncia il premier Letta, in risposta alle rivelazioni sui propositi stragisti di Riina, e di un attentato a suo tempo progettato contro Piero Grasso. L'esecutivo è intenzionato a dare subito un segnale: nel giro di qualche settimane - secondo le previsioni sulla tempistica del sottosegretario Patroni Griffi - ci saranno uno-due provvedimenti normativi, partendo dalle proposte di una commissione composta da magistrati antimafia come Raffaele Cantone e Nicola Gratteri, economisti di Bankitalia, e docenti universitari, e guidata dal segretario generale della presidenza del Consiglio, Roberto Garofali. Una serie di indicazioni che, ha garantito Letta, «nei prossimi giorni diventeranno azioni di governo. Dare un segnale molto forte nel contrasto alla criminalità è un fatto fondamentale, non solo per una questione di etica, ma anche per rendere più competitivo il paese». I ricavi dei clan, secondo quanto emerge dal rapporto della politica antimafia, ammonterebbero all'1,7 per cento del Pil, variando - a seconda delle metodologie seguite - da un minimo di 18 miliardi a un massimo di 34 miliardi di euro. Ecco perché la Commissione si è soffermata «sulle misure che aggrediscano i patrimoni delle mafie e sulla gestione dei patrimoni confiscati», e avanza una serie di proposte. «La criminalità con il mercato della droga fattura ogni anno - dice Garofali - 25 miliardi di euro». Occorre «rafforzare il sistema dei sequestri e della "confisca", estendendo il potere di proposta al Procuratore nazionale antimafia, e riducendo i tempi del processo che porta alla confisca, che dura fino a 15 anni». La Commissione punta poi a rafforzare il 41 bis, quello dal quale Riina continua a far sentire la sua voce, attraverso «l'assoluto isolamento».