Letta: ora anche il conflitto di interessi
di Maria Berlinguer wROMA Matteo Renzi non vuole salire in corsa sulla poltrona di premier «c'è Letta», ma conferma che «se qualche franco tiratore farà fallire la legge elettorale allora affosseranno la legislatura». Enrico Letta lo prende in parola. «Io mi fido degli impegni pubblici di Renzi e penso che lavoreremo bene in questo anno, io sono assolutamente determinato a proseguire l'opera di risanamento del Paese e a lottare contro la disoccupazione». Dopo giorni di fibrillazioni il clima tra il neo segretario del Pd e il premier è meno teso. Ma a distanza qualche bordata tra i due parte lo stesso. «Abbiamo caratteri diversi ma remiamo nella stessa direzione», assicura Letta che non vuole commentare una delle tante ruvidezze ricevute dal sindaco: il governo ha inanellato 10 mesi di fallimenti. Renzi ha fatto slittare il patto di governo per il 2014? E Letta rilancia. Intanto annunciando che parteciperà alla direzione Pd sul programma di governo e il piano lavoro, e poi chiedendo che nel programma entri anche il conflitto di interessi, un tema che potrebbe mettere in crisi subito l'intesa raggiunta dal segretario Pd con Silvio Berlusconi. Quanto alle riforme, Letta conferma il suo sostegno al pacchetto presentato da Renzi su riforma elettorale, fine del bicameralismo e titolo V. «Il governo si terrà fuori dalla mischia». Ma a proposito di legge elettorale il premier pensa che «i cittadini debbano essere resi più partecipi nella scelta dei candidati». Ospite della Gruber, Letta torna a proporsi come uomo del fare. «Il governo delle darsi un bello sprint, deve risolvere i problemi degli italiani» insiste Renzi assicurando che il rilancio del governo deve avvenire il prima possibile, ci deve essere una direzione del Pd, un bel confronto e poi avanti come un treno». E Letta fa buon viso a cattivo gioco. A Bruxelles non potrà presentare il nuovo programma dell'esecutivo? Bene, illustrerà lo stesso il pacchetto di riforme strutturali che impegneranno il governo sul lavoro, la burocrazia, e il fisco. Letta cita il consiglio dei ministri di oggi sulle privatizzzioni e promette che si continuerà su questa strada. Quanto al possibile rimpasto, difende la sua «squadra», a partire da Fabrizio Saccomanni. Ma non chiude affatto all'idea di un rimpasto e anzi dice che la discussione con i partiti della maggioranza potrà portare a «miglioramenti» e «nuovi ingressi». Ma non si spinge oltre. E alla Gruber che gli chiede se punta a inserire nella compagine qualche renziano, conferma che Renzi «non ha mai posto così la questione. A chi lo accusa di immbilismo, Letta replica rivendicando i primi segnali di ripresa, i dati della produzione industriale. L'obiettivo dell'1% di crescita del Pil sarà confermato quest'anno, assicura, ma ricorda che il vero problema resta la disoccupazione. Il 65% degli italiani è insoddisfatto dal governo? «Non lo sono certamente quei 40mila italiani che hanno trovato lavoro grazie agli incentivi del governo», replica. Quanto al suo futuro, dice che non si pone affatto il problema. Renzi dice che lei è bravo soprattutto in politica estera, vuole spedirla in Europa? «Lo prendo come un complimento». Infine il premier conferma di aver inutilmente chiesto a Cuperlo di non dimettersi, ma ricorda l'ex segretario Bersani che è appena andato a trovare: è stata una grande emozione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA