Paolo "Neoz", la sua vita è la luce Moda e ritratti, la sfida con i flash
di Filiberto Mayda wBELGIOIOSO Ha scelto "Neoz" come pseudonimo, in ricordo (con una zeta in più) del personaggio del film Matrix, appunto il Neo interpretato da Keanu Reeves. E fino a qualche anno fa, cercando "Neoz" su Google i primi risultati riguardavano, guarda tu il caso, una importante azienda australiana di illuminazione. Oggi, i primi risultati sono dedicati al sito e al blog di Paolo "Neoz" Ferraris, quarantenne fotografo pavese (abita a Belgioioso) che ha scommesso su un mestiere fatto di qualità e di sfide progettuali, in particolare nel trattamento della luce prodotta dai flash, come si dice "off camera", ossia staccati dalla macchina fotografica. La didattica è uno degli aspetti più gratificanti della sua attività ed i corsi che tiene fanno sempre il tutto esaurito (i prossimi sono a Pavia, il 26 gennaio, sold out, e il 2 febbraio). La luce è il suo mestiere. L'uso del flash, in particolare. E non è una questione secondaria: le peggiori fotografie degli amatori, infatti, sono fatte proprio così. «Non esiste, in natura, una fonte di luce così forte che ti arriva diritta in faccia - spiega Paolo Ferraris -. Nella vita di tutti i giorni siamo abituati alle normali illuminazioni - una lampada da tavolo, un lampadario, i neon, la luce da una finestra, la luce esterna - ma non al flash. Per questo nessuno o quasi sa gestirlo correttamente. Partendo da questa riflessione, sulla scorta della scuola statunitense, molto avanti in questo settore, ho provato ad insegnare come utilizzare uno o più flash, staccati dalla fotocamera. Ho trovato un ottimo riscontro, tenendo corsi a Milano, Roma, Firenze, Bologna e, naturalmente, in questi giorni anche a Pavia». I suoi ritratti, che utilizzano proprio questo tipo di illuminazione, sono morbidi, ricercati, esattamente il contrario di una fotografia scattata, con il flash, da un amatore. «Per fare una buona fotografia, che si sia dilettanti oppure professionisti, è davvero indispensabile imparare a leggere la luce, che sia artificiale o naturale». A trent'anni Ferraris ha lasciato un mestiere sicuro, per lanciarsi nel mondo della fotografia. «Lavoravo nel settore informatico a Lodi - racconta "Neoz" - ma a un certo punto mi sono chiesto se la mia vita poteva essere tutta dietro a un computer. Ho lasciato e ho provato con la fotografia, che fino a quel momento era solo una grandissimapassione». Ritrattistica, prima di tutto nei suoi scatti migliori, ma anche moda e pubblicità nel recente passato e nel futuro: «La scorsa estate ho prodotto una delle campagne pubblicitarie del marchio francese di abbigliamento low cost "Kiabi" (www.kiabi.it). Sono stato fortunato, devo dire. Il loro studio ufficiale era chiuso per ferie e ho colto l'occasione al volo. E' stata un'esperienza importante dove ho messo in pratica il lavoro di questi anni, lo studio, gli approfondimenti». @filibertomaida ©RIPRODUZIONE RISERVATA