Supermercato a San Pio spuntano due proposte
MORTARA Ad oltre un anno e mezzo dalla chiusura dell'unico supermercato del quartiere di San Pio X a Mortara, oltre 5mila abitanti in direzione Castello d'Agogna, torna la speranza di avere un punto vendita. Dovrebbe nascere in corso Torino, dove già c'era quello esistente. Se questa pista non dovesse andare in porto, il Comune sarebbe pronto ad individuare un'area nel piano di governo del territorio dove realizzare un mini market alimentare per il quartiere. Anche perchè, secondo le regole vigenti del piano urbanistico di Mortara, in città si possono realizzare supermercati ampi fino a 2500 metri quadri. «Dal quartiere ci viene chiesto a gran voce un market, come quello che già c'era ed è chiuso – spiega l'assessore all'Urbanistica Luigi Tarantola – Per averne uno nella collocazione precedente, in fondo a corso Torino, sappiamo che si stanno svolgendo delle trattative tra privati. Come Comune non abbiamo quindi voce in capitolo, ma se la situazione non si risolverà, agiremo diversamente». Ma cosa ha causato fino ad ora la mancata riapertura del supermercato di San Pio X? L'azienda proprietaria dell'immobile di corso Torino, la società Viale di Villanova Monferrato (quasi 100 supermercati tra Piemonte, Lombardia e Toscana, tra cui 84 con l'insegna "Di Meglio"), è fallita la scorsa estate sotto il peso dei debiti (circa 46 milioni di euro). Una situazione che riguarda anche lo stabile di Mortara. Le trattative per un'eventuale riapertura sono tenute dal curatore fallimentare, il commercialista di Novara Andrea Baldi. Ad essere interessati alla riapertura sarebbero stati due imprenditori (in due distinte trattative) interessati ad affiliare il punto vendita di Mortara a catene italiane di supermercati già esistenti. Il problema però è quello della quasi totale assenza di parcheggi collegati allo stabile di corso Torino. Una situazione che starebbe rallentando un'eventuale riapertura del supermercato di San Pio X chiesto a gran voce dal quartiere mortarese. Ad aspettarlo sono soprattutto i pensionati della zona, che avrebbero a portata di mano un punto vendita e non sarebbero quindi più costretti a usare l'auto per andare a fare la spesa. Sandro Barberis