Capannoni Vigentina Sequestro revocato

PAVIA Il tribunale del riesame di Pavia ha dissequestrato il capannone di proprietà di Maurizio Mottadelli, all'angolo tra via Emilia e Vigentina, al quale furono messi i sigilli nel gennaio 2012 su richiesta del pubblico ministero Paolo Mazza. Mottadelli aveva chiesto la revoca del sequestro attraverso il suo difensore, l'avvocato Maurizio Sorisi. La vicenda dei capannoni della Vigentina destò una certa eco perchè, nell'inchiesta, oltre ad alcuni imprenditori risultano indagati anche dirigenti ed ex dirigenti del Comune di Pavia. L'ipotesi dell'accusa era che i capannoni fossero da considerarsi "abusivi" in quanto costruiti in violazione della fascia di rispetto di 20 metri tra i fabbricati e la strada. In altre parole, tra il muro perimetrale esterno del capannone e l'inizio dell'asfalto - secondo il pm - avrebbero dovuto esservi almeno 20 metri. I giudici, tuttavia, hanno dato una lettura differente della norma che si pensava fosse stata violata. In particolare, facendo riferimento alle norme di attuazione del piano regolatore, i giudici ritengono che la distanza minima dovesse essere non di 20 metri, bensì di 7,5 metri. Distanza rispettata, che porta quindi alla revoca del provvedimento di sequestro. I giudici, tra l'altro, sottolineano che una contestazione mossa nella richiesta di sequestro, non compare più nell'avviso di conclusione indagini. «Per oltre un anno – ha commentato ieri Mottadelli – ho avuto il capannone, che doveva essere destinato alla vendita di motociclette, sotto sequestro. Un danno notevole».