Gli tolgono la casa poi gliela ridanno Ma c'è ricorso al Tar
VIGEVANO Il Comune revoca a un cittadino straniero il diritto alla casa popolare, sostenendo che abbia trascorso all'estero più di sei mesi, lasciando l'abitazione vuota, in modo continuativo, per tutto quel periodo. Il regolamento sull'assegnazione degli alloggi popolari indica quell'arco temporale come il periodo massimo di assenza tollerabile per poter continuare a usufruire dell'abitazione. Ma l'uomo, G.M., ha dimostrato, semplicemente esibendo il passaporto agli uffici comunali competenti, che il periodo trascorso all'estero è stato inferiore a quello che gli è stato contestato dal Comune. Ragione per cui, l'ente pubblico è stato costretto ad annullare, in autotutela, l'atto che decretava la decadenza dell'assegnazione dell'alloggio. L'inquilino, però, aveva già notificato il ricorso al Tar per l'annullamento (con sospensiva) del decreto di decadenza dell'assegnazione dell'alloggio e la vicenda legale sta procedendo. La giunta comunale, quindi, ha affidato al servizio legale interno l'incarico di opporsi al ricorso. «Il provvedimento è stato ritirato – conferma l'assessore alle politiche abitative, Andrea Ceffa – quindi non capisco per quale ragione il ricorso stia procedendo. L'assegnatario ha dimostrato di essere stato via quattro mesi, e non sei, quindi il provvedimento è stato annullato. Resta il fatto che ci vengono segnalati diversi casi di cittadini stranieri assegnatari di alloggi popolari che tornano al Paese di origine per diversi mesi, ed evidentemente hanno la possibilità economica per farlo, mentre ci sono anziani della nostra città che non possono permettersi nemmeno la gita di Pasquetta e non riescono ad avere la casa». (d.a.)