Malati parcheggiati per ore dopo esami

di Maria Grazia Piccaluga w PAVIA Quando i due operatori in tuta arancione arrivano nel corridoio semideserto della vecchia clinica chirurgica, il paziente che li aspetta, reduce da un'ecografia al fegato, è stanco ed esasperato. Attende da tre ore di essere riportato in reparto, al Dea. Loro allargano le braccia, chiedere scusa ormai non basta più a stemperare la tensione. Le attese, per i pazienti che vengono trasportati a fare tac, esami, ecografie, ormai toccano le cinque ore. Stessa scena in Radiologia, al pian terreno della palazzina che ospita la clinica Otorino. Dalle Medicine è stata mandata una paziente anziana, la coperta sulle gambe, uno scialle di lana sulle spalle. E' arrivata di mattina presto, in ambulanza. «Qui sono stati velocissimi a farle l'esame – dice la figlia che le siede accanto sulla sedia di legno del corridoio – ma stiamo ad aspettare da quasi quattro ore che la riportino in camera». Fino a un mese e mezzo fa il ritardo medio accumulato per ogni paziente era di cinquanta minuti, un'ora. In queste settimane è balzato a 4, anche 5 ore. A poco è servito che dal mese di dicembre 2013, l'80% degli addetti al trasporto interno si sia autosospeso le ferie. La situazione invece di migliorare è precipitata. E alla centrale che coordina i trasporti fioccano le proteste. Un incremento dell'organico c'è stato ma sono anche aumentati i compiti assegnati al servizio: all'attività di trasporto dei pazienti dai reparti ai servizi diagnostici o dal pronto soccorso alle cliniche per i ricoveri si sono aggiunti altri incarichi, come il recupero dei ferri dalla sala di sterilizzazione e la consegna alle sale operatorie e viceversa. Il progetto dell'azienda di portare a 91 gli addetti dei trasporti interni non è ancora stato completato. In supporto ai 44 che formavano lo zoccolo duro prima del trasloco al Dea se ne sono aggiunti per ora solo 23. «Ma con 63 persone che ruotano in tanti turni non si possono coprire tutte le richieste rispettando i tempi– dice Domenico Mogavino della segreteria provinciale Cisl –. Sulla questione del personale noi abbiamo sin dall'inizio mantenuto una posizione distinta. Non abbiamo volutamente firmato il documento che richiedeva alla Regione 200 addetti in più. E non penso sia possibile ritenersi soddisfatti delle 43 assunzioni promesse a dicembre». In poche settimane il servizio è passato da una media di 150 trasporti giornalieri a più del doppio. In questi giorni si arrivano a registrare anche 370 spostamenti sulle 24 ore. Già alle 8 del mattino del mattino i portantini hanno una lista di prenotazioni dei trasporti da eseguire. In ambulanza o spingendo le sedie a rotelle se lo spostamento è interno al Dea. Ma dopo i primi sei già si accumulano i ritardi sui pazienti da andare a riprendere e riportare in reparto. Due addetti sono dislocati, come base fissa, al pronto soccorso per accompagnare alla vicina Diagnostica gli utenti. E altri devono garantire la consegna dei ferri alle sale operatorie. «Gli ausiliari previsti non sono ancora a regime perché, spiace rilevarlo, la maggior parte di quelli chiamati per essere trasferiti hanno ottenuto dal medico competente limitazioni al servizio – spiega il direttore sanitario Pasquale Pellino – . Nonostante questo abbiamo in programma la chiamata di ulteriori ausiliari. Nel frattempo stiamo accelerando il trasferimento al Dea di Endoscopia digestiva e di Ecografia interventistica per ridurre distanze e trasporti. Sono inoltre già stati ordinati nuovi set di ferri chirurgici ed è ormai pronta la gara di appalto per il nuovo servizio disterilizzazione».