Bonelli: «Sì alle trenta ore per chi non paga la mensa»
«Quattro classi prime a 30 ore non distruggono il tempo pieno, anzi tutelano le minoranze che vogliono optare per un'altra scelta». Barbara Verza, consigliere comunale Pd, interviene sulla vicenda, dopo la difesa a spada tratta del tempo pieno da parte di due esponenti dello stesso partito, Vittoria Casazza e Arianna Brandolini. «Non si formeranno classi ghetto – dice Verza – perché ci sono benestanti che non vogliono lasciare i bambini a pranzo a scuola». (d.a.) di Denis Artioli wVIGEVANO I genitori che, tra pochi giorni, dovranno iscrivere i figli alla classe prima delle scuole elementari non troveranno sul modulo da compilare solamente l'opzione delle 40 ore settimanali (vale a dire, il tempo pieno), ma anche le 30 ore: le dieci ore che mancano sono quelle del tempo mensa (due ore al giorno, dalle 12.30 alle 14.30, per cinque giorni alla settimana). Quindi, chi vorrà scegliere questo modulo, andrà a prendere i figli alle 12.30, all'uscita da scuola, per farli pranzare a casa, e li riporterà a scuola alle 14.30. Il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, Giuseppe Bonelli, ha incontrato in questi giorni i dirigenti dei quattro istituti comprensivi di Vigevano, e illustra la novità in vista delle iscrizioni che saranno aperte il 3 febbraio. «Ogni istituto comprensivo di Vigevano proporrà, per le classi prime, una sezione di 30 ore – spiega il provveditore –. Spetterà ai singoli istituti decidere quale sarà il plesso scolastico che potrà prevedere anche questo modulo. E' una soluzione con cinque rientri pomeridiani che consente di usufruire di questa possibilità, alternativa al tempo pieno, a chi ha difficoltà a pagare la mensa scolastica, ma può portare a casa i figli». E per i genitori che non riescono proprio a pagare la mensa, ma hanno necessità del tempo pieno? «Introducendo questo modulo – sostiene il provveditore – immaginiamo di offrire una possibilità di scelta alle famiglie, al di là delle situazioni di gratuità stabilite dal Comune». Bonelli spiega che la decisione (che deve passare attraverso il voto dei singoli Collegi docenti e Consigli di Istituto) si basa sul calcolo rilevato nell'ultimo anno scolastico: «Sono stati circa 400 gli alunni assenti dalla mensa, divisi per i cinque anni della scuola primaria. Stimiamo, quindi, che nelle nuove prime classi possa esserci, grosso modo, poco meno di un centinaio di bambini assenti dalla mensa. Prevedendo quattro sezioni di 30 ore, si può andare incontro a queste esigenze. E' chiaro che dovranno essere sezioni omogenee e non solamente composte da bambini provenienti da famiglie con qualche difficoltà economica o da alunni stranieri: anche perché ci sono famiglie che non hanno problemi economici, ma non vogliono lasciare i figli a mensa. Chi vorrà scegliere il tempo pieno, potrà farlo: noi, in ogni caso, terremo l'organico dei docenti invariato, grazie anche, in prospettiva, all'implementazione dell'offerta didattica o alle sezioni di scuola materna che verranno statalizzate». Bonelli spiega anche che «è stato garantito ai sindacati che tutte le titolarità dei docenti saranno mantenute e chi insegna in una scuola resterà lì, per garantire la continuità didattica». Il punto della situazione, spiega il provveditore, sarà fatto in questi giorni, dopo che gli organi collegiali di tutti e quattro gli Istituti comprensivi si saranno espressi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA