Lo Staffora ora ruggisce «Qui abbiamo paura»
VOGHERA «Siamo a 20 metri dall'acqua e non sappiamo più cosa fare». Giovanni Ferrari si fa portavoce delle numerose famiglie che abitano nei condomini in via Giulietti per segnalare una situazione di pericolo che va avanti da tempo e si è acuita col maltempo di questi giorni. Via Giulietti costeggia praticamente lo Staffora: il livello del corso d'acqua spaventa i residenti della zona. Il momento peggiore domenica alle 4 di notte: tutti gli abitanti erano svegli perché si pensava al peggio. «Sentivamo la piena venire giù: sembrava un treno, è stato il momento di maggior paura. Anche nel pomeriggio guardavamo il torrente perché c'era timore. Noi siamo i più vicini: se l'acqua dovesse arrivare nel nostro cortile passerebbe poi alle altre abitazioni». E' partita una richiesta pressante a palazzo Gounela: «Occorrono lavori urgenti, c'è pericolo». In via Giulietti ci sono villette, due condomini, una concessionaria di auto: in totale una cinquantina di famiglie e qualche attività commerciale. Ferrari abita in un appartamento di un palazzo che dà proprio sullo Staffora: «Posso dire che la distanza dell'acqua del torrente dai giardini dell'edificio è ormai diventata esigua. Ci sono circa venti metri in totale: per questo siamo molto preoccupati – avverte - In estate, quando ancora le condizioni atmosferiche erano favorevoli, l'amministratore del nostro condominio aveva segnalato il problema all'amministrazione comunale». Quali opere devono essere compiute per mettere in sicurezza via Giulietti? La zona è stata disboscata, ma, come denunciano gli abitanti della zona, c'è un terrapieno che sarebbe la causa di tutti i problemi, perché ostacola il normale flusso delle acque. «E' proprio in mezzo allo Staffora e va tolto. Se da una parte ci sono i massi che attenuano il corso – fa notare Ferrari – dall'altra sponda l'erosione sta continuando da anni». I cittadini hanno chiesto che quell'isolotto in mezzo al torrente venisse pulito, ma è stato risposto che la spesa era troppo alta. «Se quella parte di alveo dovesse essere pulita, le acque si incanalerebbero senza problemi. Non vogliamo che vengano fatti grossi lavori, ma almeno qualche opera che consenta di dormire tranquilli la notte». Marco Quaglini