Le inchieste sugli sperperi in 16 regioni

di Cinzia Lucchelli wROMA Una collezione di fumetti Diabolik, collant di cachemire, mutande verde Lega, cibo per gatti, tintura per capelli, il canone Rai. Spazio alla fantasia. A spese dei contribuenti. Le inchieste sulla gestione troppo disinvolta dei rimborsi dei gruppi consiliari coinvolgono ben 16 regioni. In Piemonte, con il rinvio a giudizio del presidente Roberto Cota con l'accusa di peculato insieme a 39 consiglieri, e in Sicilia, dove gli indagati sono 97 tra cui il renziano Davide Faraone, gli ultimi sviluppi. Ma le "spese pazze" accomunano senza distinguo politico tra destra e sinistra anche Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Campania, Trentino Alto Adige, Lombardia, Lazio, Calabria, Umbria, Basilicata, Liguria, Marche, Molise e Valle D'Aosta. L'inchiesta madre nel Lazio. Protagonista Franco Fiorito, ex capogruppo Pdl, conosciuto come "Er Batman" di Anagni. È stato condannato in primo grado a tre anni e quattro mesi per appropriazione di un milione e 300mila euro di fondi pubblici e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. L'immagine simbolo del sistema Fiorito rimane la festa in costume d'antichi romani allo Stadio dei Marmi. Dopo il Lazio, la Lombardia. Le indagini sono partite nel 2012, coinvolgendo gli ex consiglieri Nicole Minetti e Renzo Bossi. Nella classifica dei rimborsi non dovuti spicca la Lega Nord e, a seguire, il Pdl. Tra gli acquisti, oltre a pranzi e cene, aerei di carta e toscanelli. Gestione allegra anche in Sardegna dove sono stati arrestati Sisinnio Piras, Mario Diana e Carlo Sanjust. Quest'ultimo deve giustificare una spesa di 23mila euro che avrebbe usato per le proprie nozze. I consiglieri indagati sono 65. Tra loro Francesca Barracciu, vincitrice delle primarie Pd. In Trentino Alto Adige, al centro dell'indagine, la gestione del fondo per spese riservate, 72mila euro annui, a disposizione del governatore Luis Durnwalder: li avrebbe usati anche per pagare Ici, canone Rai, iscrizione all'albo dei giornalisti. In Friuli Venezia Giulia due terzi dei consiglieri della precedente legislatura sono stati indagati dalla Corte dei conti. La maggior parte poi sono stati prosciolti. Tra loro il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop e Renzo Tondo. Il caso Emilia-Romagna si apre nel 2012 con le interviste fatte a pagamento con i soldi dei gruppi consiliari. Le inchieste ora sono più di una e risultano indagati tutti i nove capigruppo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA