Tar condanna l'università «Tasse alte, ora i rimborsi»

di Marianna Bruschi wPAVIA Il Tar per la terza volta dà ragione agli studenti. E' stato accolto il ricorso presentato dal Coordinamento per il diritto allo studio di Pavia per ottenere l'annullamento del bilancio preventivo 2012 (approvato nella seduta del 20 dicembre 2011 dal cda dell'ateneo). Secondo il Tar l'università dovrà restituire agli studenti un milione 700mila euro. Prima del Governo Monti le università avevano un limite rispetto alle tasse: le entrate dalla contribuzione studentesca non potevano superare il 20% dei fondi ministeriali. Un limite superato da molti atenei in seguito ai tagli della riforma Gelmini. Gli studenti hanno proposto tre ricorsi e hanno sempre vinto al Tar: c'è una sentenza del novembre 2011 che riconosce agli studenti un rimborso di un milione 700mila euro, e una dell'aprile 2013 che ne prevede 2 milione 168mila. L'università di Pavia si è sempre appellata e ora si è in attesa delle decisioni del Consiglio di Stato. «Per quanto riguarda il bilancio preventivo del 2012, l'Università di Pavia ha sforato il limite del 20 per cento dell'1,354 per cento, pari a 1.723.696,40 euro, secondo la vecchia norma fino al 14 agosto 2012», spiegano gli studenti. A promuovere il ricorso è stato il Coordinamento per il diritto allo studio. «Questa terza sentenza rafforza quello che sosteniamo da anni: il parametro del 20% non è un parametro indicativo, bensì vincolante, perché tutela il diritto allo studio e il carattere pubblico e universale dell'università. Gli studenti non possono essere considerati come degli utenti che usufruiscono di un prodotto», dice Luca Zecchin, segretario del Coordinamento. «E' un problema che risale ad anni precedenti, che non si è prodotto quest'anno né si produrrà nel futuro – risponde il rettore Fabio Rugge – Per quanto riguarda questa sentenza, la considereremo con l'attenzione dovuta. Abbiamo comunque previsto a bilancio un'adeguata copertura finanziaria». La battaglia degli studenti è nazionale. «Con un quarto ricorso ancora pendente stiamo cercando di dimostrare che la norma introdotta dal Governo Monti - e che, solo per il 2012, ci ha scippato quasi 2 milioni e mezzo di euro, ma che per il 2013, applicandosi integralmente, è molto più dannosa - non può trovare applicazione ed è incostituzionale», aggiunge il segretario del Coordinamento – «Continueremo la nostra lotta, per garantire che l'università sia realmente uno strumento per tutti gli studenti di crescita, emancipazione, diffusione del sapere, senza la necessità di dover provenire da una condizione agiata».