«Se non lasciate questa casa vi uccido»
Ancora nessuna novità sul ragazzo di 20 anni scomparso da venerdì della scorsa settimana. E, ieri sera, i familiari si sono rifiutati di fornire ulteriori informazioni. «Abbiamo sporto denuncia – ha detto la madre al telefono – e non intendiamo parlare più di questa vicenda». Un atteggiamento piuttosto strano quello dei familiari considerato che il giovane si è allontanato ormai da diversi giorni. E, sembra, non ci siano tracce da seguire. Ma è doveroso utilizzare il condizionale proprio per l'assenza di informazioni che arrivano dai familiari. La famiglia senegalese, che vive a Bereguardo ormai da 17 anni, si è chiusa nel mutismo assoluto. Il ragazzo, che aveva frequentato l'Ipsia a Pavia, venerdì scorso era stato a Milano dove si era fatto consegnare lo stipendo dal datore di lavoro. Lui è occupato in un'impresa di pulizie. Doveva andare alla lezione di scuola guida a Motta Visconti in compagna del fratello gemello. Ma nessuno l'ha visto. «Sono a Famagosta – sono state le sue ultime parole alla madre – e stavo aspettando il pullman per ritornare a casa». Ma a Bereguardo nessuno l'ha più visto. La famiglia, dopo i primi giorni, ha sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Bereguardo. Ha fornito la fotografia del ragazzo ai militari ma non ci sono notizie. La sorte del 20enne sembra quindi avvolta nel mistero assoluto. «Non riesco a capire la ragione di questa fuga – aveva detto la madre – non me lo spiego proprio. E' sempre stato un ragazzo molto tranquillo. Non capisco cosa gli sia passato per le testa». Alla famiglia non sono arrivate segnalazioni o notizie di avvistamenti del ragazzo. di Adriano Agatti wLANDRIANO «Se non lasciate libero l'appartamento vi uccido». Minacce ripetute per mesi sino a quando Carlo Marzi, un uomo di 42 anni, residente a Landriano, non è stato arrestato dai carabineri per minacce e atti persecutori. E ieri mattina ha patteggiato una condanna a sette mesi di reclusione. Il giudice gli ha concesso gli arresti domiciliari. Minacce ripetute per mesi nei confronti dei suoi inquilini: una famiglia con due figli di due e sei anni. Lui li voleva fare uscire a tutti i costi da casa perchè sembra pretendessero un regolare contratto di affitto. Ieri mattina i carabinieri di Landriano lo hanno bloccato dopo che aveva suonato, per l'ennesima volta, al citofono dei suoi inquilini che, spaventatissimi, avevano sporto denuncia. In tasca aveva anche un coltello con una lama di nove centimetri che è stato sequestrato. Ecco la ricostruzione di una vicenda iniziata alcuni mesi fa. Carlo Marzi aveva concesso in affitto un suo appartamento ad una famiglia di conoscenti anche se mancava l'agibilità. In pratica aveva ceduto alle loro insistenze. All'inizio gli inquilini erano entrati senza un contratto ma, dopo qualche tempo, il padrone di casa aveva ottenuto l'agibilità. Loro, a questo punto, si erano rivolti all'agenzia delle entrate che aveva ordinato di stipulare il contratto con un pagamento di poco meno di cento euro al mese. Il padrone di casa, tutt'altro che soddisfatto, avrebbe cercato di «convincere» gli inquilini ad andarsene ma nel modo sbagliato. Ha iniziato a minacciarli prima in modo «leggero». «Andate via subito altri vi succederà qualcosa di grave». Ma gli inquilini non ne volevano sapere di lasciare quella che, per le loro esigenze, era una soluzione ottimale. E le minacce sono proseguite sempre più pesanti. Con telefonate a ripetizione, chiamate al citofono ad ogni ora del giorno e della notte. «Se non lasciate questa casa morirete». Ma non solo. Qualcuno ha anche danneggiato con l'acido l'auto degli inquilini. Marito e moglie hanno sporto denuncia e hanno spiegato la situazione ai carabinieri di Landriano. I militari, coordinati dal capitano Gennaro Cassese, hanno iniziato gli accertamenti e hanno inviato alcuni rapporti ai magistrati della procura di Pavia. Nel frattempo le minacce sono diventate sempre più pesanti. «Vi ammazzo tutti», era il tenore delle telefonate. Alcune di queste sono state registrate dalla famiglia presa di mira. Marito e moglie hanno temuto il peggio soprattutto per i figli. Quell'uomo, secondo loro, era capace di tutto. E così hanno chiesto diverse volte l'intervento dei carabinieri. I militari di Landriano per tre giorni hanno effettuato appostamenti vicino ad un'abitazione che, tra l'altro, è vicino alla caserma. E ieri mattina c'è stata la svolta. Carlo Marzi si è ripresentato alle sei e ha suonato il citofono. Ha minacciato di nuovo gli inquilini ed è stato bloccato. In tasca aveva un grosso coltello. L'uomo è stato accompagnato in caserma e arrestato. Poi i carabinieri l'hanno accompagnato in tribunale a Pavia dove ha patteggiato una condanna a sette mesi.