Limite 30 all'ora. «Cambia poco»

VIGEVANO «L'importante è non chiudere altre vie». Lo dicono tutti, commercianti, clienti e residenti nel giorno dell'annuncio dell'istituzione della "Zona 30": il centro storico cambierà il suo limite massimo di velocità, fissato, appunto ai 30 chilometri orari. «L'importante – dice Fabio Brini, ottico – è che la via rimanga aperta. Una velocità ridotta è più un'espressione di senso civico. Ad ogni modo, ripeto: via Cairoli ha dato il cattivo esempio. Che non si chiudano altre strade». La cosiddetta "zona 30" sarà oggetto di una delibera che verrà discussa in consiglio comunale. Prima, però, il sindaco Sala vuole interfacciarsi con il Comitato intercategoriale di Vigevano e Lomellina. «Per noi non cambierà proprio niente – dice Matteo Dante – non siamo una via in cui le macchine possono premere sull'acceleratore». Se in via Dante si raccoglie consenso, in corso Vittorio Emanuele qualche titubanza c'è. «Il limite è sbagliato – dichiara Antonella Cotta Ramusino, che ha una lavanderia in via Manara Negroni – faranno la fine di via Cairoli. Sono numerose le persone che si spostano in macchina. Una storia già vista».«Il Comune – aggiunge Angela Alberici – si sta arrampicando sui vetri . Riaprono via Cairoli, ma i negozi ormai non riapriranno più». «Per me invece – interviene Katia Colombetti, del Ceffé Terra – è una bella iniziativa». «Noi abbiamo rilevato questo esercizio – racconta Franco Cavallari, barista – da poche settimane. Siamo di Gravellona . Speriamo non ci siano scelte che compromettano il lavoro ». Nell'attesa il Piano del traffico sarà discusso a breve in consiglio comunale. «Non cambierà niente – conclude Sara Macchi, edicolante – come non cambierà la situazione lavorativa. Mi dispiace dirlo, ma Vigevano è destinata a diventare una città dormitorio». (s. b.)