Aziende saccheggiate, è allarme

Anche i piccoli supermercati sono un obiettivo dei banditi nell'ultimo periodo. Il 5 gennaio è stato rapinato il Dico di corso Novara: era la terza rapina in un mese e mezzo, con bottino da 300 euro. Una settimana esatta dopo la seconda rapina, all'ora di chiusura sono entrati in azione due banditi armati di coltello. Il discount era stato rapinato la prima volta con modalità simili, sempre di venerdì, il 16 novembre. Non si esclude che gli autori dei colpi siano sempre gli stessi, o facciano parte dello stesso gruppo specializzato in rapine a punti vendita. Furti anche nei bar, a Vigevano e in Lomellina, soprattutto per portare via videpoker e cambiamonete. L'ultimo caso sul territorio in un bar trattoria di Cergnago, l'atro ieri. Due ladri sono stati arrestati dai carabinieri a Vigevano, mentre stavano rubando dei videopoker in un bar di via Madonna degli Angeli, dopo aver forzato la saracinesca con un piede di porco. di Anna Mangiarotti wVIGEVANO «Non bastava la crisi. Ci si mettono anche ladri e banditi, per lo più occasionali, che prendono di mira le piccole attività artigianali». Parla Stefano Bellati, presidente di Confartigianato Vigevano. «I nostri associati spesso non sanno come difendersi. E comunque vivono ormai con la paura di subire furti o pine - dice Bellati – quindi abbiamo stretto una convenzione con un istituto di vigilanza, proprio per agevolare la possibiltà di utilizzare un servizio di controllo, ma a costi più favorevoli». L'ultimo caso avvenuto a Vigevano è una rapina da 50 mila euro di valore, ai danni di un calzaturificio nella zona di via Aguzzafame. Il titolare è stato sorpreso da un bandito armato di pistola, nel tardo pomeriggio di sabato. Era solo in ditta, a completare un carico di pellami da mandare a tagliare. Il bandito l'ha minacciato con l'arma e colpito con un calcio alla schiena, per farlo sedere su un sedia alla quale l' ha legato. La moglie lo ha liberato un'ora e mezza dopo. Il bandito intanto era fuggito con un furgone carico di pellami, e l'orologio Rolex del titolare della ditta. «E' evidente che molti colpi sono fatti su commissione - Ovvero, chi li mette a segno sa dove piazzare la merce». L'aumento di furti e rapine ai danni di attività «mette ulteriormente in crisi chi li subisce, ma è frutto della crisi – commenta ancora Bellati – nel senso che c'è chi si improvvisa ladro o bandito per disperazione». Magari ha perso il lavoro e non sa come tirare avanti, ipotizza Bellati. «Non che questo giustifichi un reato, ovviamente. Ma è comunque un segno dei tempi». Una circolo vizioso che preoccupa soprattutto artigiani e piccoli imprenditori, i più esposti: cantieri edili, officine meccaniche o piccoli stabilimenti. I punti di ricettazione della refurtiva sarebbero soprattutto nel Milanese. Ñessuno conferma, ma non sarebbero rari i casi di piccoli imprenditori che, invece di fare denuncia, sono disposti a spendere qualche migliaio di euro per riavere la merce. Ci sono le assicurazioni: quasi tutti gli artigiani hanno polizze per proteggersi, ma alla fine tra la franchigia e clausole, dicono spesso i derubati, non si recupera molto. «Quindi il danno derivante da furtoi e rapine – dice il presidente di Confartigianato Vigevano – resta comunque in buona parte a carico dell'artigiano che li subisce». Anche chi si occupa professionalmente di vigilanza, conferma che nell'ultimo anno si registra in Lomellina un aumento dei colpi ai danni di negozi e ditte, soprattutto artigiani. «Aumento che può essere anche del 20-30 per cento – dice Claudio Tedesco, direttore di "Security service", istituto di vigilanza di Vigevano –le richieste di un addetto alla vigilanza, in particolare per le ore notturne, sono decisamente aumentate». E ci sarebbe chi specula sulla situazione. «Le ditte serie offrono servizi a prezzi contenuti, un custode notturno non armato costa in media 12 euro l'ora». Ma « qualcuno alza i prezzi a dismisura, contando sul fatto che magari chi è stato derubato vuole premunirsi subito per il futuro, e non sta a guardare quanto spende».