Il Cavaliere costretto a "congelare" Toti

ROMA La pratica Toti è congelata. Almeno fino all'incontro Berlusconi-Renzi sulla legge elettorale. Poi, il Cavaliere tornerà a riprendere in mano il dossier nomine. L'ex premier, irritato dalle continue fibrillazioni interne, sceglie di non andare allo scontro frontale e preferisce tranquillizzare i big azzurri: delle nomine ne riparleremo la prossima settimana. L'apertura arriva dopo una lunga riunione notturna, dove non sarebbero mancati momenti di tensione. Presenti Toti, Fiori, Gianni Letta e Denis Verdini. Poi, ieri mattina, altra girandola di incontri, prima con Verdini, poi un lungo pranzo con Raffaele Fitto. «Nessun incarico di spicco e responsabilità solitaria per l'attuale direttore del Tg4» avrebbe assicurato il Cavaliere. Insomma, la tregua è armata e a Berlusconi, viene spiegato, non giova - alla vigilia del faccia a faccia con Renzi - presentarsi con un partito spaccato e con un'incombente ipotesi di scissione. Per questo, se all'inizio della giornata il Cavaliere sembrava orientato a dar vita a una sorta di Consulta ristretta, guidata da Toti con poteri da segretario e con dentro pochissime personalità, tutte esterne a Forza Italia, con il trascorrere della giornata e degli incontri l'ex premier avrebbe via via modificato le intenzioni. Delle mosse future, dunque, allo stato circolano due versioni. La prima prevede la costituzione di un comitato di 36 persone, di cui Toti sarebbe il primus inter pares, mentre i big azzurri sarebbero nominati nell'ufficio di presidenza, con deleghe operative. La seconda versione, invece si attiene a quanto dispone lo statuto, con la costituzione della Consulta del presidente, composta da professori e personalità esterne, ma nessun ruolo operativo nè organizzativo. E qui siederebbe Toti. Un'ultima ipotesi, che circola a sera, prevede infine che Toti sarebbe semplicemente uno tra i tanti, ovvero un componente del Comitato di presidenza, con l'incarico di portavoce o possessore della delega alla comunicazione. In questo schema, il ruolo di uomo macchina resterebbe nelle salde mani di Verdini. Ma è proprio con l'ex coordinatore che si sarebbero registrati degli attriti: nelle ultime ore tra il Cavaliere e il parlamentare toscano non sempre tutto sarebbe filato liscio.