Auto precipita dal ponte, muore 74enne
di Anna Mangiarotti wVIGEVANO L'auto è precipitata da un viadotto a 90 metri di altezza, nel Canavese: Luigi Cantella, 74 anni, di Vigevano, è morto sul colpo l'altra sera. Era appena partito dalla comunità Damanhur, dove vive il figlio minore Massimo, 41 anni. Ha perso il controllo della sua Peugeot 206 sulla provinciale 61 della Valchiusella, all'altezza della diga di Baldissero (Torino). L'allarme è scattato intorno alle 23: da Vigevano, la moglie Marisa e il figlio maggiore Roberto– con cui Luigi Cantella viveva in una villa di corso Genova– non riuscendo a contattarlo sul cellulare hanno chiesto a Massimo di controllare. Quando il figlio, facendo lo stesso tragitto in auto, ha visto il parapetto del cavalcavia sfondato, ha capito che era avvenuta una tragedia. Ignote le cause: si pensa a un malore o un guasto dell'auto, ma anche al fondo stradale viscido, per cui il 74enne ha perso il controllo. L'intervento dei soccorritori è stato molto difficoltoso e si è protratto per molte ore: il recupero del cadavere è avvenuto soltanto ieri mattina grazie all'intervento del nucleo speleologo-fluviale dei vigili del fuoco di Ivrea. Il compito dei soccorritori è stato reso ancora più complesso dalle avverse condizioni meteo in un luogo impervio e complicato da raggiungere. Per tutta la notte hanno lavorato diverse squadre di vigili del fuoco, il 118 e i carabinieri. Luigi Cantella, cantoniere in pensione, era sposato da 52 anni: oltre alla moglie e ai due figli lascia le figlie Patrizia e Nadia, che in passato hanno gestito un kebab in via del Popolo, una nipote 25enne che vive in Inghilterra e un nipote 12enne. Da una decina d'anni abitava nella villa al numero 37 di corso Genova. Una volta a settimana, ogni lunedì, partiva la mattina per andare in auto a Baldissero per vedere il figlio, dando anche una mano nei laboratori della comunità. Damanhur è definita dai suoi abitanti una comunità etico-spirituale: ha sede a Vidracco, circa 50 chilometri a nord di Torino. Si basa sul credo del suo capo spirituale, Oberto Airaudi, che vede l'essere umano come portatore di una scintilla divina: se ne prende consapevolezza con la meditazione su di sé e sulla sacralità dell'universo. I damanhuriani cambiano il nome con quello di un animale o un vegetale - Massimo Cantella è "Picchio" – come simbolo di rinnovamento e unione con la natura. Ieri la data dei funerali non era ancora stata fissata, in attesa della decisione della procura sull'autopsia. Luigi Cantella aveva dato qualche tempo fa disposizione di essere cremato, e che il suo funerale venga celebrato nella comunità. ©RIPRODUZIONE RISERVATA