Broni, per 400 poveri aiuti alimentari a rischio

Tremila euro da destinare prima di tutto alle fasce deboli della cittadinanza. Il Comune di Cigognola ha deciso di erogare 10 assegni da 268,23 euro ciascuno come contributo al pagamento delle utenze domestiche (nella foto una fattura del gas). Per la formazione della graduatoria farà fede la data e il numero di protocollo delle prime 10 domande, complete della documentazione richiesta, consegnate agli uffici comunali entro il 28 febbraio prossimo. La partecipazione all'assegnazione del contributo è riservata ai residenti di Cigognola, che dovranno presentare una richiesta in carta semplice, con i dati anagrafici completi del nucleo familiare, per l'erogazione del contributo per il pagamento delle utenze relative ai consumi di gas per il riscaldamento, e il certificato Isee inferiore a 5000,99 euro. BRONI Pacco alimentare a rischio in parrocchia. Alla fine del 2013 sono venuti meno gli aiuti che l'Unione Europea forniva al Banco alimentare che poi, a sua volta, rifornisce le parrocchie. Il Programma europeo di aiuti alimentari (Pead) si è chiuso a causa della fine delle scorte di sovrapproduzione agricola, su cui si fondava il piano stesso. E tutto questo si ripercuote anche a livello locale. La parrocchia di Broni, che garantisce il servizio grazie alle volontarie del Pane di Sant'Antonio, è riuscita a porre rimedio con i generi alimentari accumulati in precedenza e grazie alle donazioni di alcuni cittadini, ma c'è il rischio che in febbraio non possa accontentare le oltre 400 persone che, mensilmente, si recano in piazza San Francesco d'Assisi per ritirare la borsa della spesa. «Il Banco alimentare di Novi Ligure, che rifornisce tutta la diocesi di Tortona – spiega il parroco don Mario Bonati – ha inviato meno prodotti del solito. Questa volta siamo riusciti ad arrangiarci con ciò che si era avanzato dopo la distribuzione pre-natalizia, con alcuni prodotti (come latte e pomodori pelati) che abbiamo acquistato con i fondi parrocchiali (le offerte raccolte durante alcune funzioni sono destinate all'acquisto di generi alimentari, ndr) o grazie alla generosità di alcuni cittadini che portano alimentari oppure offerte che utilizziamo per l'acquisto di quello che manca». Nel 2013 il Pane di Sant'Antonio ha assistito ogni mese 400 persone, di cui il 15% tra gli zero e i 6 anni, il 15% nella fascia 7-17, il 60% tra i 18 e i 64 anni e il 10% di over 65. L'incremento rispetto al 2012 è stato sensibile: quasi cento persone in più al mese. Incremento dovuto anche alla sinergia con il vicino Punto d'ascolto della Caritas diocesana, che ha il compito di sentire le problematiche delle persone in difficoltà, indirizzandole verso le varie associazioni presenti sul territorio, tra cui, appunto, il Pane di Sant'Antonio. Tra coloro che si rivolgono alla parrocchia, ci sono diversi cittadini stranieri (80-90%), ma anche gli italiani sono in aumento. «Siamo perfettamente consapevoli che l'aiuto da noi fornito è una minima parte – continua il parroco –, ma non possiamo neppure fare miracoli. Facciamo il possibile, ben consapevoli del momento di difficoltà in cui versano molte persone. Speriamo che nel frattempo si trovi una soluzione al problema relativo al Banco alimentare». Franco Scabrosetti