Hollande glissa su Julie «Fatto doloroso e privato»
di Maria Rosa Tomasello wROMA Arriva nel salone delle feste dell'Eliseo intenzionato a rispondere. Una risposta secca, studiata per non consentire ai giornalisti di trasformare la conferenza stampa di inizio anno nella ribalta delle sue vicende sentimentali finite in pasto ai media di tutto il mondo. «Non è questo il luogo né il momento. Non risponderò oggi qui a nessuna di queste domande» replica François Hollande al rappresentante della stampa presidenziale che, davanti a quasi seicento colleghi, chiede se Valerie Trierweiler, ex inviata di Paris Match, sia ancora la premiere dame. Se l'interrogativo è concordato, com'è probabile, il presidente francese in picchiata nei sondaggi e ora nella bufera per la relazione con l'attrice e produttrice Julie Gayet (membro della giuria per la selezione dei borsisti per la celebre Accademia di Francia a Roma), riesce a disinnescare il fuoco di fila di domande che si prepara dopo il suo intervento introduttivo. «Ognuno nella sua vita personale può attraversare delle prove. È il nostro caso, sono momento dolorosi – dice Hollande – Ma gli affari privati si affrontano in privato, in una intimità rispettosa di ognuno di noi». Sul ruolo ufficiale della compagna, assicura tuttavia, sarà fatta chiarezza «prima della visita ufficiale a Washington», in programma dall'11 febbraio. Di certo la giornalista che nel 2005 ha preso il posto di Segolene Royal (storica compagna di Hollande e madre dei suoi quattro figli), sostiene la stampa di Ankara, non sarà al fianco del compagno durante il viaggio in Turchia, il 27 e 28 gennaio. «Non c'è uno status di premiere dame, non c'è mai stato – chiarisce il presidente – c'è una pratica che nel tempo è cambiata ed è una consuetudine, ma per me è essenziale la trasparenza». E Valerie, dunque? La donna tradita pronta a perdonare, che già l'estate scorsa avvertita la crisi in arrivo, in un ultimo tentativo disperato aveva chiesto l'aiuto dell'acerrima nemica Segolene? «Si riposa – taglia corto Hollande – Non ho altri commenti». Mentre nuove rivelazioni fioccano (la liaison sarebbe iniziata nel 2011, rivela il settimane Oggi), il presidente si dice «profondamente indignato» per «la violazione che tocca la libertà personale, che tocca tutti». Ma annuncia che non querelerà il settimanale Closer: «Come cittadino dovrei perseguire questa pubblicazione. Ma come presidente sono protetto da immunità, non mi si può denunciare: posso io denunciare gli altri?». Né chiederà alcuna modifica normativa: «Sono contrario alle leggi di circostanza» dice, rassicurando i francesi dopo che gli spostamenti legati alla sua relazione avevano sollevato perplessità sulla sicurezza: «La mia sicurezza è garantita dappertutto». L'affair sentimentale finisce così per mettere in ombra quello che nelle intenzioni del presidente era il piatto forte della conferenza stampa: il "patto di responsabilità" con le imprese, che sarà lanciato il 21 gennaio e comporterà tagli al costo del lavoro, per consentire il rilancio dell'occupazione. «La Francia – dice Hollande – ha perso forza economica negli ultimi dieci anni» e la battaglia contro la disoccupazione «non è ancora vinta», nonostante il ritorno a una crescita «vigorosa». Dunque bisogna agire sull'offerta, sottolinea, annunciando l'abolizione, entro il 2017, dei contributi familiari a carico delle aziende e dei lavoratori indipendenti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA