Bollette non pagate Piombati oltre 2700 contatori del gas

Sei bollette al giorno. Dal primo gennaio 2013 è stata questa la media delle bollette non pagate per cui sono arrivate richieste di aiuto al Comune di Pavia. Quasi mille per il gas, altrettante per l'energia elettrica. Ogni mattina negli uffici dei servizi sociali del Comune in corso Garibaldi 69 arrivano famiglie in difficoltà con morosità spesso intorno ai 500-800 euro, a cui si aggiungono affitti non pagati: sono soprattutto famiglie in cui viene a mancare un reddito da lavoro a causa di disoccupazione o cassa integrazione. di Anna Ghezzi wPAVIA Il vero freddo arriverà a fine mese. Ma anche con le temperature leggermente sopra la media di quest'inverno piovoso e atipico non è piacevole rimanere in casa senza gas per scaldare un bicchiere di latte o fare una pasta, e coi termosifoni freddi. Eppure è una situazione sempre più diffusa: in un anno le famiglie che non hanno pagato le bollette del gas e sono state oggetto di un sollecito sono cresciute del 71 per cento: nel 2011 le richieste di chiusura del contatore per morosità erano state 850 nella zona di Pavia e Pavese servita da Linea Più, l'nno scorso 1600. Quest'anno sono state più di 2700. Inoltre, se nel 2012 una famiglia su dieci decideva di rimanere senza contatore del gas e di affidarsi a stufe, bombole o elettricità, nel 2013 il 40% dei clienti oggetto di piombatura contatore per morosità, non ha raggiunto accordi di pagamento e quindi il contratto è stato poi chiuso. Per riallacciare il contatore del gas occorre saldare il debito, e in più pagare i costi di chiusura e riapertura, che sono altri 90 euro. «I dati della morosità sono in crescita da anni – spiega il presidente di Linea Più Carlo Alberto Conti, consigliere comunale di maggioranza – La crisi si riflette sui consumi dei generi di prima necessità, il gas non è esente da questa tendenza. Resta ferma la nostra disponibilità, legata alla filosofia aziendale di Linea Più, secondo cui gli uffici fanno il possibile per andare incontro alle esigenze di chi ha problemi a pagare». Per esempio c'è una lista di situazioni disagiate che il Comune ogni mese invia all'azienda, ad esempio. «Noi cerchiamo di trovare formule e dilazioni di pagamento accessibili – precisa Conti – ma siamo un'azienda che opera su un mercato competitivo e le regole del mercato sono severe: noi dobbiamo produrre utile. Cerchiamo, ove possiamo, di venire incontro alle fasce deboli, anche in sinergia col Comune di Pavia e i servizi sociali con cui spesso riusciamo a risolvere situazioni critiche». I tempi del distacco? Linea Più distacca l'utenza per morosità dopo circa 75 - 90 giorni dalla data della scadenza della bolletta, «ben oltre le tempistiche più strette previste dall'autorità dell'energia», fanno sapere dall'azienda. «Abbiamo cura nell'avvertire e nel monitorare le situazioni a rischio – conferma Conti – e passano circa due mesi dal primo avviso alla chiusura del contatore: cerchiamo di dare tempo di regolare i debiti». Eppure sempre più spesso arrivano segnalazioni di distacchi "inaspettati" in seguito a bollette mai arrivate: «Questo è un problema – afferma Conti – capita che qualche cliente non riceva la bolletta in tempo, oppure non la riceva proprio. Il problema grosso è rappresentato dal fatto che le agenzie di consegna a cui ci dobbiamo affidare per il servizio di recapito non sempre sono affidabili: è capitato addirittura di trovare mucchi di bollette tra i rifiuti:in quel caso non è colpa né del cliente né dell'azienda, ma di un disservizio esterno». Il risultato, tuttavia, non cambia. E si rischia di ritrovarsi col contatore piombato.