Litiga con l'amico e gli mangia il cuore

DUBLINO Orrore e sconcerto a Dublino, dove un cittadino italiano, accusato di avere ucciso il suo proprietario di casa e di averne asportato il polmone, ha dichiarato di averne mangiato il cuore. Saverio Bellante, 34 anni di origini palermitane, è stato arrestato l'altro ieri nella casa in cui viveva insieme alla vittima, il 39enne Tom ÒGorman, il cui corpo è stato ritrovato brutalmente mutilato. La polizia ha riferito che lo stesso Bellante ha confessato di avere ucciso l'amico in seguito a una lite scoppiata durante una partita a scacchi. ÒGorman, che a Bellante aveva affittato una stanza, scriveva per il giornale cattolico "The Voice Today" e per un'organizzazione conservatrice che promuove la religione nella società battendosi contro l'aborto. È stato accoltellato decine di volte, alla testa e al torace e un suo polmone sarebbe scomparso. In giudice di Dublino davanti al quale si è svolta la prima udienza ha disposto la custodia senza possibilità di rilascio su cauzione e test psichiatrici per l'imputato.Condotto in tribunale, dove si ripresenterà il 17, Bellante ha dichiarato di non volere avvocati e anzi di volersi rappresentare da solo. Secondo le prime ricostruzioni, l' italiano ora rinchiuso nel carcere di Cloverhill avrebbe dichiarato di aver ucciso il coinquilino con un coltello da cucina; poi avrebbe infierito sul cadavere con un attrezzo da palestra aprendo il petto della vittima per estrarre gli organi interni e mangiarne infine il cuore. La scena del crimine sarebbe stata così scioccante che i due funzionari intervenuti sul posto riceveranno assistenza per il trauma subito. Bellante prima di trasferirsi in Irlanda abitava con la sua famiglia nel quartiere popolare della Guadagna, a Palermo; la madre casalinga, il padre pensionato, ha un fratello maggiore e una sorella alla quale è molto legato. «Ci conosciamo da quando siamo nati e nella nostra comitiva lui era quello con la testa sulle spalle: mai una lite, mai qualcosa fuori dall'ordinario. Non ci posso credere e la sola spiegazione che mi do è che abbia perso la ragione sotto l'effetto di qualche droga», racconta scioccato Vincenzo Lo Nardo, amico di infanzia dell'assassino.