Pacchi di cibo, tanti italiani in fila

VIGEVANO Quasi 130 persone hanno bussato giovedì alla porta dell'associazione «San Vincenzo De Paoli», nel primo giorno di distribuzione dei pacchi alimentari dopo le feste di Natale. «Erano uno per famiglia per cui abbiamo stimato di aver aiutato quasi 500 persone – racconta Beatrice Cenci, presidente dell'associazione –. Ora abbiamo bisogno di una sedia a rotelle per una persona anziana che non cammina, e di un passeggino, perché l'unico che avevamo lo abbiamo dato a una famiglia». La consegna delle borse della spesa, che contengono generi di prima necessità, avviene due volte al mese, nei quattro spazi offerti da diverse parrocchie in città: San Pietro Martire, Duomo, Madonna Sette dolori, Cascame. A queste si aggiungono i frati cappuccini, la parrocchia dell'Immacolata e la Madonna della Pellegrina. «Gli italiani – prosegue Cenci – sono aumentati a dismisura, mentre sono diminuiti gli stranieri. I vigevanesi, poi, si rivolgono alla sede più lontana da casa, perché si vergognano di far vedere che chiedono aiuto. Sono tanti anche i giovani che non hanno più una famiglia o una casa: ragazzi costretti a dormire in macchina o ospitati da amici. Hanno paura a raccontarsi, perché hanno commesso dei reati o lavorano in nero. Sono tutte persone con Isee (l'indicatore socioeconomico utilizzato dal Comune per le graduatorie dei servizi sociali, ndr) pari a zero. Noi lavoriamo in sinergia con i servizi sociali e con la Caritas, ma la situazione sta peggiorando: ci sono mamme separate con figli che non riescono più a pagare le rette dell'asilo o della mensa, ma anche anziani malati a cui paghiamo il ticket o che portiamo negli ospedali». Da dove arrivano le risorse dell'associazione? «Le borse della spesa – conclude Cenci – ce le dà il Banco alimentare. con la Caritas riusciamo a creare il corredino per i bambini. A Natale, grazie agli studenti delle superiori abbiamo dato panettoni ai nostri assistiti. Poi c'è sempre qualche donazione». Selvaggia Bovani