Petitti suona la carica «Sarà una partita magica»

PAVIA Obiettivo Fortituto Bologna. La Nadire affronta oggi al Palaravizza (palla a due ore 18) la formazione bolognese nel big match della prima di ritorno. Previsto il pubblico delle grandi occasioni, con il tifo pavese in fibrillazione e con centinaia di tifosi avversari in arrivo. L'entusiasmo ha pervaso la città, tanto da generare un tam-tam spontaneo sui social network, che ha portato al ritorno in via Treves di vecchi tifosi e di storici gruppi che da trent'anni non frequentavano più il Palaravizza. Dice coach Romano Petitti afferma: «Si chiude una settimana in cui la squadra ha lavorato benissimo, con intensità e un'attenzione super. Siamo stati tutti attenti ai particolari, non lasciando nulla al caso. Non abbiamo pensato più di tanto agli infortuni: tutti hanno dato il massimo, anche chi purtroppo non è al cento per cento. In questo senso mi sento di ringraziare moltissimo i ragazzi che sono venuti ad allenarsi con noi, dandoci una grossa mano per poter effettuare tutto al meglio. La partita? Sarà una battaglia, che ricorderà scontri antichi. Loro puntano a salire e sono, insieme a Derthona, la squadra e meglio attrezzata del campionato. Sono una formazione e una società ambiziosa, seguita da un tifo sfrenato. Sarà un momento incredibile, ricco di passione, emozione, pathos e sentimenti, ma per far sì che rimanga indimenticabile bisogna vincere. Proprio per questo credo che mai come questa volta serva il cuore: sappiamo tutti che c'è grande attesa in città e un grande desiderio di esserci e di vivere questa sfida, ecco perché credo che anche gli infortunati getteranno le stampelle e faranno davvero di tutto per esserci e per dare l'anima». Si tratta di una sfida da amarcord, da categoria superiore, come sottolinea Petitti: «Al di là della partita in sé penso che sarà l'atmosfera a rendere magica la gara. Anche per me, dopo anni di carriera, giocare e vivere queste partite è straordinariamente emozionante. Sono quelle partite in cui ti scordi per un attimo di tutto, perché sembra di vivere una gara di Eurolega, come già ci è successo quando siamo andati a giocare al Paladozza. Sarà uno spettacolo indimenticabile». Un appuntamento imperdibile per i tifosi di Pavia, in cui passione, cuore e tifo saranno elementi determinanti. Petitti suona la carica: «Il ritorno in tribunetta o comunque al Pala Ravizza di tifosi storici e di gruppi, striscioni e tifoserie organizzate che da anni non esistono più sia un segnale importante, incredibile, un episodio che entrerà nella storia del basket. Mi ricordo bene quando, in quegli anni, ero a Desio: si veniva a Pavia e c'era sempre un tifo sfrenato, una passione che non poteva non colpirti. Beh, mai avrei pensato di poter avere quegli stessi tifosi a spingere la mia squadra trent'anni dopo. Non dimentichiamoci del Gruppo Skomodo, che fin dallo scorso anno ci sta vicino e ci regala una passione che  raramente trova eguali, e dei Malnat, che fin da agosto ci hanno dimostrato grande amore. Speriamo che tutti insieme possano fare rumore e casino tali da relegare la Fossa in un angolino del palazzetto, in modo che anche chi sta in campo possa tirare fuori quell'energia che solo il tuo pubblico ti può dare. Invito ogni pavese che segue la pallacanestro o che comunque ama la sua città a venire al palazzetto. Abbiamo bisogno di tutti. Crediamoci tutti insieme». Situazione infermeria: Stefano Appendini è ancora affetto da mononucleosi, ma prenderà parte alla partita. Degrada vuole esserci, ma difficilmente sarà in campo. Qualche acciacco per il resto della truppa. La società pavese vuol suddividere in due parti il Treves la tribuna di destra (guardando il campo, spalle all'ingresso) ai tifosi di Bologna, quella di sinistra dedicata al pubblico pavese. La tribunetta sarà riservata, come di consuetudine, alla tifoseria organizzata di casa. I cancelli apriranno alle 17, le biglietterie saranno attive dalle 16.30. Si consiglia di arrivare al palazzetto con largo anticipo rispetto all'orario di inizio del match al fine di evitare la creazione di code all'ingresso e in biglietteria. Maurizio Scorbati