Scappa dal marito violento

di Anna Mangiarotti wVIGEVANO Pesta a sangue la moglie perché controlla le sue amicizie su Facebook. Viso tumefatto, lividi e ferite ovunque, in pigiama e ciabatte, terrorizzata: la 36enne immigrata dall'Ecuador si è presentata al comando di polizia locale l'altro pomeriggio, dicendo che era stato il marito a ridurla così. Ha chiesto aiuto ai vigili: è stata portata in ospedale, curata e poi accompagnata con i figli di due e 15 anni in una comunità protetta fuori provincia. Domiciliati regolarmente a Vigevano, i due sono sposati da sei anni ma convivono da molto più tempo. Lei è disoccupata. L'uomo, un connazionale 37enne, lavora saltuariamente come camionista: è stato denunciato per lesioni gravi e maltrattamenti in famiglia, applicando la nuova normativa della legge sul femminicidio. La prognosi iniziale indicata dopo i primi accertamenti supera i 20 giorni: la polizia locale ha proceduto ufficio a segnalare la vicenda alla procura di Pavia. L'uomo rischia fino a 5 anni di carcere. Secondo la moglie, anche in passato ci sarebbero state aggressioni fra le mura domestiche, ma da qualche tempo sembrava tornata la pace in famiglia. L'altro giorno però è scoppiata una lite furibonda, quando l'uomo ha sorpreso la moglie a controllare il suo profilo sul social network. Allora lui 'avrebbe presa brutalmente a calci e pugni, iniziando a colpirla alle spalle. Poi avrebbe usato anche una sedia per colpirla ripetutamente sulla schiena, con i figli nella stanza accanto. La madre ha cercato di non urlare, per non spaventarli. Quando ha visto che la furia del marito non si placava, e ha iniziato a temere per la propria vita, la decisione di fuggire. E' riuscita raggiungere il comando di via San Giacomo, anche perché la famiglia vive in una via limitrofa. «E' stato fatto il possibile per aiutare la donna e i figli - dice il commissario capo della polizia locale Gianluca Mirabelli – applicando forse per la prima volta a Vigevano la nuova normativa». E aggiunge: «C'è la massima disponibilità ad aiutare le donne in difficoltà».