Casteggio, i negozianti lasciano
CASTEGGIO Negozi che chiudono ed attività che faticano ad andare avanti: nel centro casteggiano gli esempi sono sempre più numerosi, tanto che ormai non sono più una novità. Alla profumeria di via Roma, una strada dove nel corso degli anni si sono abbassate definitivamente le saracinesche di diversi esercizi pubblici, spiegano che «le spese che devono affrontare i titolari delle attività commerciali sono tante, poi bisogna mettere sul conto anche i furti». Per Giancarlo Maggi, titolare di uno storico negozio di calzature, «la liberalizzazione del commercio ha portato all'apertura di attività in modo sconsiderato, in particolar modo dei centri commerciali. E la nuova Tares rischia di darci il colpo di grazia». Sulla via Emilia, che dovrebbe essere uno dei fulcri del commercio al dettaglio locale, si conta un numero sempre maggiore di negozi chiusi. Nonostante attorno alla sua profumeria si siano chiuse diverse botteghe, per Lucio Salvadelli non c'è da scoraggiarsi: «In alcuni casi si tratta di un semplice cambio di gestione, in altri il locale chiuso riaprirà per vendere un altro tipo di prodotti. Certo, i tempi sono cambiati e la crisi è sotto gli occhi di tutti, ma io noto ancora una voglia di provare ad intraprendere una nuova attività che fa ben sperareA. In effetti, in via Garibaldi al posto di un negozio dove si vendevano tessuti è arrivata una nuova caffetteria, poi in via Roma laddove sorgeva una cartoleria dapprima si è aperto un negozio di articoli per animali e successivamente un punto vendita per sigarette elettroniche. Ma ci sono anche casi in cui i negozi chiusi restano tali: «Nonostante i prezzi dell'affitto siano comunque abbordabili, si sono fatti avanti in pochi per occupare il locale vicino a piazza Martiri della Libertà dove prima aveva sede il mio negozio di alimentari - conferma Giampiero Albertini, che si è spostato in via Emilia -Forse può apparire come una battuta provocatoria, ma di questo passo in generale bisogna affidarsi ai cinesi per poter movimentare un po' il commercio». Simone Delù