L'Asm tratta l'acquisto dei palchi
VOGHERA Stavolta senbra davvero vicino l'accordo tra la Società del teatro e il Comune per l'acquisizione degl ultimi sette palchi (su un totale di sessantadue) che garantirebbe all'ente pubblico il controllo dell'intera proprietà del Sociale, chiuso dal 1986. L'ipotesi attorno alla quale si sta trattando sottotraccia da tempo è che a comprare i palchi ancora in mano ai privati sia non direttamente il Comune - bloccato dai vincoli del patto di stabilità – ma Asm Voghera, impegnata nell'esame della perizia che stabilisce il valore dei beni al centro dell'affare. Riserbo fitto sull'entità della somma attorno alla quale si sta ragionando. Il presidente della ex municipalizzata, Sergio Bariani, conferma, però, che «una valutazione è in corso». Ma cos'ha a che spartire con il teatro un'azienda che produce e distribuisce energia, raccoglie e smaltisce rifiuti, gestisce le linee di trasporto urbano? «Asm può essere interessata all'operazione – spiega Bariani – nella misura in cui il Sociale potrebbe ospitare sue iniziative, come corsi, convegni e così via». In ogni caso, parliamo pur sempre di una società che ha proprio nel Comune il suo principale azionista e detentore della stragrande maggioranza delle quote. Resta, tuttavia, un ostacolo. E' rappresentato da uno dei palchettisti, Guido Valle, immobiliarista, ex consigliere comunale socialista, che nonostante gli sforzi diplomatici della Società del teatro, con il presidente conte Cavagna e il segretario Paolo Boldroni, non avrebbe alcuna intenzione di cedere il suo palco, l'ultimo rimastogli sui circa trenta che aveva acquistato negli anni Novanta. Il granello che inceppa l'ingranaggio? In realtà, si spera che, posto di fronte a un'intesa già conclusa, anche Valle alla fine ceda. Tanto è vero che la Società del teatro ha manifestato al sindaco Carlo Barbieri - che da mesi, se non anni, tira le file della trattativa - la disponibilità a chiudere il discorso già entro gennaio. Una volta risolta la questione della proprietà, il Comune potrebbe andare all'assalto dei finanziamenti. Serve un mare di soldi, tra i cinque e i sei milioni di euro, per restaurare il Sociale, metterlo al passo con le normative sulla sicurezza (le stesse che ne provocarono la chiusura nel 1986 dopo il rogo del cinema Statuto) e restituirlo, finalmente, alla città dopo ventotto anni di oblio. (r.lo.)