L'azienda non lo riassume, si uccide

di Anna Mangiarotti wVIGEVANO Litiga con il datore di lavoro, si licenzia. Poi si pente e chiede di essere reintegrato: davanti al rifiuto della ditta, l'operaio 50enne si uccide. L'uomo, residente a Gravellona, ha scelto di togliersi la vita impiccandosi, dopo aver realizzato che non era possibile rimediare alle conseguenze della sua scelta. Una decisione che ha avuto a quanto pare sullo sfondo una forte depressione dell'operaio: questo potrebbe aver contribuito a fargli lasciare il lavoro dopo un'ultima discussione in fabbrica, pur sapendo che con l'attuale crisi economica è difficilissimo trovare un altro impiego, soprattutto se non si è più giovani. I titolari dell'azienda, attiva a Vigevano nel settore metalmeccanico, non vogliono commentare la vicenda. Proprio perché, sottolineano, ha avuto comunque un epilogo tragico. I sindacati sottolineano che la difficile congiuntura economica può rendere in generale meno facili i rapporti all'interno delle aziende. E comunque, dice Renzo Scinaldi della Fiom Cgil, «rendersi conto di aver perso il lavoro, di essere davvero rimasti senza reddito e doverne cercare un altro, anche se si è trattato di una scelta del lavoratore, è certamente un momento drammatico. Si può reagire anche in modo tragico». «In una congiuntura come questa - dice Gaetano Strippoli della Cisl-Fim – più che mai il posto di lavoro deve essere considerato un valore assoluto, sia dalle aziende che dai lavoratori». La vicenda dell'operaio di Gravellona «è terribile, siamo molto vicini alla famiglia. Resta da capire quali fossero i rapporti all'interno dell'azienda, che non risulta avere problemi di bilancio, e lo stato d'animo della persona in questione». Solidarietà alla famiglia del lavoratore anche da Carlo Bossi, segretario provinciale Fiom Cgil: «Una vicenda comunque emblematica». Da una prima ricostruzione della vicenda, il dipendente della ditta metalmeccanica vigevanese si è dimesso dal lavoro poco prima di Natale. Passate le feste, essendosi pentito della scelta fatta, avrebbe contattato i titolari chiedendo di essere riassunto. Dalla ditta è arrivata una risposta negativa: l'uomo non è stato in grado di elaborare il rifiuto, nonostante il sostegno della famiglia. Martedì mattina si è tolto la vita impiccandosi. I carabinieri sono stati informati dei fatti, ma la procura di Pavia non ha disposto l'autopsia, e non ha neppure delegato i militari della compagnia di Vigevano coordinati dal capitano Rocco Papaleo per accertamenti sulla vicenda. (Ha collaborato Selvaggia Bovani) ©RIPRODUZIONE RISERVATA