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il dibattito Discarica di Ferrera Non decidono i sindaci nIn poche righe, pubblicate domenica 5 gennaio in questa pagina, la signora Maria Grazia Giordana riesce a condensare una serie di inesattezze e accuse infondate che meritano certamente una risposta. I sindaci lomellini continuano a non avere nessuna voce in capitolo in merito all'iter autorizzativo della discarica di cemento/amianto a Ferrera, nonostante la lettera, sicuramente fuorviante, inviata dall'assessore regionale agli amministratori locali, come viene ribadito nella missiva stessa! La legge non è cambiata: la Regione è il solo Ente deputato a decidere in seguito a un iter tecnico particolarmente complesso. Nei mesi scorsi, proprio per non dare adito a dubbi di questo tipo, il Clir decise di non entrare nella compagine societaria privata proponente l'impianto in oggetto. Alcuni sindaci, come il sottoscritto, ritengono che il Clir, se l'impianto dovesse essere approvato, dovrebbe entrare in società con il privato sia per gestire anche "pubblicamente" l'impianto, sia per destinare gli utili a coloro che non hanno la possibilità di provvedere al corretto smaltimento. Oggi nella migliore delle ipotesi le coperture in cemento/amianto vengono lasciate a deteriorare sui tetti o addirittura buttate nei fossi! Sono convinto che chi sta "lucrando" - sono termini suoi, sig.ra Maria Grazia - sia chi accetti lo status quo o, peggio ancora, lavori per lasciare in mano tali impianti solo a soggetti privati a Ferrera o altrove! Lorenzo Demartini sindaco di Mede VIGEVANO Che sia un buon anno per questa città nAuguri a tutti i vigevanesi, a coloro che amano questa città, purtroppo sempre più in declino e sempre più rassegnata. Una città amministrata da una politica spesso poco lungimirante e appiattita su posizioni di parte, che ci parla attraverso slogan populistici e demagogici. Auguri a coloro che vorrebbero un'amministrazione diversa, più aperta alla discussione e alla partecipazione, senza discriminazioni e senza imposizioni. Auguri. Perché ci piacerebbe che la "fine del mese" non fosse più vista da molti come un incubo e che a tutti venisse offerta la possibilità di un lavoro. Auguri. Perché ci piacerebbe che nella nostra città la si finisca con la caccia alle streghe, intese come "furbi" o extracomunitari: i bambini sono tutti uguali e hanno il diritto di usufruire dei servizi comunali, mantenendo fermo l'obiettivo del rispetto delle regole per tutti. Auguri. Perché ci piacerebbe che le promesse non fossero disattese, come sta avvenendo sulle politiche ambientali. Auguri. Perché ci piacerebbe non vedere tanti immobili sfitti o invenduti in città, segno che si è costruito senza un progetto. Si voleva far girare l'economia? Lo si è fatto male, tante aziende sono fallite o hanno chiuso. Auguri. Perché ci piacerebbe che la cultura divenisse volano di una ripresa economica. Abbandonando progetti faraonici e guardando a pianificazioni realizzabili, laddove ci fossero soggetti disponibili a occupare una porzione del nostro Colombarone, dandogli una nuova vita. Perché non una scuola? Auguri. Perché nella nostra idea di città, la cura degli anziani non può essere vista solo attraverso il bilancio societario di fine anno. Il "costo" di un anziano passa attraverso scelte politiche di welfare e non di politica aziendale. Ad esempio, una grande valorizzazione del volontariato. Auguri. Perché ci piacerebbe vivere in una città più sicura, dove il controllo non fosse demandato solo alle telecamere ma dove, ad esempio, il vigile di quartiere fosse veramente una figura alla quale poter fare riferimento. Il cittadino si sentirebbe più garantito. Auguri. Perché ci piacerebbe dare alla città delle infrastrutture al passo con i tempi, per garantire alle nostre aziende un efficiente trasporto delle merci e a chi viaggia un servizio migliore e più rapido. In entrambi i casi, linfa vitale per Vigevano. Auguri. Perché ci piacerebbe salvare il Tribunale, che un'assurda interpretazione della riorganizzazione territoriale a livello nazionale ci sta portando via. Auguri, infine, affinché si faccia strada nei prossimi mesi un progetto politico il più possibile condiviso per un rinnovamento della città, sorretto da una visione strategica e lungimirante. Dopo anni di difficoltà, volare alto si può e si deve. Abbiamo un sogno e siamo certi che il 2014 ci darà una mano per realizzarlo. Buon Anno a tutti. Walter Ricci segretario Pd Vigevano PAVIA Due ricordi del prof. Emilio Cobianchi n"It's over!", o semplicemente "over": così, spesso ci annunciavi la fine della lezione. Oggi questa parola assume un suono sinistro, un suono ostile, perché non sei tu a pronunciarla, non è il tuo sorriso che, nel dichiarare terminata la lezione, sembrava dire: "Tranquilli! Ci ritroviamo qui la settimana prossima!" Era una "chiusura" che "apriva", per così dire, la porta a un futuro vicino; la certezza del ritrovarsi, del proseguire il cammino intrapreso; la promessa di nuove ed affascinanti scoperte. E, di lezione in lezione, la tua pazienza di spiegare più volte, tornare sul già fatto, per rivedere, per ribadire, ci conduceva lontano… Over! No, professore, non è finita! La tua lezione continua e continuerà! Ogni volta che sentiremo parole nuove, espressioni mai udite, e ci verrà il desiderio di cercarne il significato; ogni volta che l'Inglese o il Francese irromperanno nel nostro quotidiano, a ogni viaggio futuro la lezione continuerà. E noi, oggi, qui, con il cuore gonfio di tristezza, ma colmo di riconoscenza vogliamo dirti il nostro: Many thanks to you, dear teacher Enrico! E, anche se lontano da noi, ti sentiremo più che mai vicino! Thank you, thank you for everything: your teaching, your patience, your helpfulness, your skill! when and where, we don't know, but we say: goodbye Enrico, goodbye! I tuoi allievi di via Acerbi nCaro Enrico, l'inaspettata notizia ella tua morte mi rimanda alla nostra ultima conversazione. Quel giorno, con lo sguardo un po' stupito del fanciullo esprimevi lo sconcerto dell'esperienza di malattia, per te nuova; la tua voglia di vivere, di fare, d'incontrare era frenata da un ostacolo nuovo. Ne parlammo e ti spiegai come il nostro corpo fosse da sempre "traditore" di questa sete di vita; prima o poi il nostro corpo tradisce la voglia di vita vera che in realtà è voglia di vita eterna; voglia di Dio. Rapido e definitivo è arrivato il tradimento del tuo corpo. Adesso sperimenti cosa significhi vivere appieno; ora ti accorgi come sei ancora tu e che la tua sete di vita è finalmente saziata dall'Amore di un Dio che ti ha creato e che ti ha sempre amato. Ora raccogli i frutti del bene che hai fatto, della gioia che hai dato. In quest'Amore eterno, noi ci rincontreremo. Mir la polemica Quegli autovelox nel Tortonese nHo letto sulla Provincia Pavese di sabato 4 gennaio delle multe fatte dalla Polizia Provinciale di Alessandria e recapitate dopo oltre un anno: perché hanno spedito comunque le multe pur sapendo che il termine di prescrizione era già abbondantemente passato? Evidentemente sperano che vi sia una buona percentuale dei destinatari che preferisca pagare piuttosto che imbarcarsi in un ricorso che, per quanto l'esito sia scontato, costituirà una perdita di tempo, una scocciatura e una spesa. Del resto si parla di apparecchi autovelox che nulla hanno a che vedere con paroloni quali "prevenzione" e "sicurezza", ma che al contrario sono stati piazzati palesemente con il solo e unico obiettivo di racimolare quattrini. E non mi si venga a dire che tutti questi autovelox "sono correttamente segnalati": lo saranno pure, ma tutti i Comuni e le Province d'Italia hanno escogitato un sistema tanto semplice quanto astuto per aggirare l'obbligo di segnalare gli autovelox: hanno riempito le strade di cartelli indicanti fantomatici "controlli elettronici della velocità", controlli che quasi mai ci sono davvero, allo scopo di creare una sorta di assuefazione negli automobilisti, che a forza di vedere questi cartelli ad ogni chilometro di strada finiscono per non farvi più caso. L'autovelox più scandaloso di tutti è proprio quello che si trova a metà tra Pontecurone e Tortona, in corrispondenza di un bar dove spesso (guarda caso) vi sono camion fermi che lo nascondono alla vista. In quel punto c'è un limite veramente cervellotico, che è di fatto impossibile rispettare se non si vuole rischiare il linciaggio. Ci sono effettivamente alcune case, oltre al bar di cui sopra, ma l'autovelox si trova non all'inizio dell'agglomerato, come sarebbe logico, ma al contrario dopo l'ultimo edificio, dopo il quale non ci sono altro che campi: in poche parole, uno può percorrere a velocità sostenuta il tratto fiancheggiato da case, e poi è costretto a rallentare quando ormai si trova nel nulla. Ma la ciliegina sulla torta è un'altra: questo autovelox rileva solo la velocità dei veicoli diretti verso Tortona, mentre che viaggia nell'altro senso può tranquillamente transitare a 200 all'ora senza problemi. Mi devono ora spiegare quale sicurezza viene garantita da questo aggeggio. Cosa aspettano i nostri politici a fare una legge che tolga una volta per tutte a Comuni e Province gli introiti delle multe, che è l'unico modo per far finire una volte per sempre queste vessazioni? Dino Brignoli