Lo sguardo dell'attesa nella foto vincitrice della gara a Vigevano
E' dedicata a Giovanni Cuniolo Manina, noto ciclista tortonese, professionista dal 1904 al 1913, la mostra allestita a Tortona negli spazi di Palazzo Guidobono, aperta al pubblico fino al 2 febbraio (si visita dal giovedì alla domenica dalle ore 17 alle ore 19; ingresso gratuito). Nel 1906 Giovanni Cuniolo Manina fu il primo vincitore del Campionato italiano di ciclismo su strada, riconosciuto dall'U.V.I. (Unione Velocipedistica Italiana) e ripeté tale vittoria anche nel 1907 e 1908. Cuniolo, soprannominato "Manina" fin da ragazzo, nonostante una robusta stazza fisica, fu anche il primo ciclista italiano ad indossare una maglia tricolore che esibì anche nelle gare di Sei Giorni in pista in Australia, Melbourne (1908) e a New York, al Madison Square Garden (1909). La mostra illustra le sue imprese sportive e si sofferma anche sulla sua attività di imprenditore e sulla città ai tempi del campione. Sabato 25 gennaio alle ore 17 presso la Sala Convegni della Fondazione CRTortona ci sarà la presentazione del libro "Giovanni Cuniolo Manina" scritto da Claudio Gregori. Info: tel. 0131 864297 - 0131 864233 VIGEVANO La fotografia in bianco e nero intitolata "Ius soli", scattata da Mauro Pinotti, ha conquistato la giuria del concorso fotografico "Vie di fuga" organizzato dall'associazione culturale benefica Matteo Cazzani in collaborazione con Ascofoto e Confcommercio - Imprese per l'Italia e con il patrocinio del Comune. «Una bella foto – si legge nella motivazione dei giurati capitanati da Giovanna Fiorenza - per l'intensità emozionale, per l'interpretazione del tema: lo sguardo dell'attesa. Uno sguardo dritto in macchina che fissa lo spettatore, un velo di tristezza che dichiara la consapevolezza del momento. Gente che fugge da lontano perché vuole un'altra vita per il proprio figlio». Pinotti è un vigevanese di 40 anni con la passione per la fotografia, anticipata però da quella della scrittura. «Venticinque anni fa – spiega- come strumenti avevo una penna ed un foglio, mi piaceva immaginare storie e raccontarle. Ero un sognatore. Ora sono tornato a raccontare, ma in maniera diversa, con le immagini. Ho iniziato a fotografare sei anni fa. Cerco sempre una chiave di lettura differente, per non fermarmi all'apparenza delle cose». Al secondo posto si è classificata un'altra vigevanese, Cinzia Cappato. «Nella foto "Portati via dal vento... lasciando la carezza di un'ombra sul mondo" – affermano i giurati - interpreta il concetto di vie di fuga che diventa una metafora della difficoltà dell'abitare contemporaneo. Giocando sul rapporto ombra/luce esprime il concetto di libertà, cogliendo il carattere di temporaneità di un oggetto in movimento che gettando la sua ombra sulla città crea sconcerto e dubbi». Terzo gradino del podio a Gianfranco Bella. «La celebrazione della banalità – dice la motivazione - per la capacità di aver reso suggestivo un paesaggio che di fatto non consente che vi siano delle cose rilevanti. Tranne la macchina che come unica presenza acuisce un senso di solitudine». Non sono mancate le menzioni speciali a Nicola Palermo e Valerio Oddo, entrambi vigevanesi. Con il suo "ius soli" Pinotti si è aggiudicato il premio di 500 euro, offerto da Stav. Selvaggia Bovani