«S. Croce, il piazzale è sott'acqua»
SAN MARTINO «Per entrare in casa dobbiamo mettere gli stivali perchè non appena piove il piazzale diventa inagibile». Protestano gli abitanti della frazione Santa Croce anche perchè il piazzale resta poi allagato per giorni, visto che non esiste alcun tombino per far defluire l'acqua. «Davanti alla nostra casa pere fortuna la situazione non è così critica - dice la famiglia Di Maio – ma le altre villette sono messe davvero male anche perchè basta un po' di pioggia per trasformare il piazzale in un lago». «Io uso abitualmente gli stivali da pioggia altrimenti non potrei entrare in casa – dice Morena Spogliadori – I miei vicini sono andati a protestare in Comune, abbiamo fatto anche delle raccolte firme, ma senza risolvere la situazione. Anzi, ora che è stata asfaltata una striscia dell'ex statale, la situazione è peggiorata, visto che tutta l'acqua ora defluisce sul piazzale. E' stata messa anche della ghiaia, ma non è cambiato molto, E' da otto anni che è così». «Tempo fa – dice un vicino – qualcuno del Comune era venuto a visionare la situazione e ci era stato detto che avrebbero quantomeno messo un tombino, ma a d oggi non è cambiato ancora nulla». «Certo che non cambia nulla – sbotta Il sindaco Vittorio Barella – quel piazzale è un'area di proprietà privata non del Comune, quindi non possiamo permetterci di spendere soldi pubblici per opere su spazi privati. Già una volta ho fatto mettere gratuitamente della ghiaia visto che avevamo un cantiere aperto, ma di più non si può fare. Ho ben presente la situazione, ho incontrato anche alcuni proprietari e ho spiegato loro che se vogliono che il Comune se ne occupi devono cedere tutti insieme la proprietà con un atto notarile. Gli abitanti lo sanno da un mare di tempo. Noi abbiamo già in mente cosa fare sia per mettere in sicurezza l'area sia per risolvere il problema dell'allagamento». L'idea del Comune è quella di realizzare una sorta di controviale con un incrocio regolato che permetta di immettersi in sicurezza sulla ex statale.