Fassina: «Lavorerò per rifondare il Pd»
ROMA «Le mie dimissioni sono un gesto di sacrificio per un'assunzione collettiva di responsabilità». Lo dice Stefano Fassina, ex viceministro dell'Economia a Mix24 su Radio 24. «C'è un'ambiguità che va sciolta. Vedo un atteggiamento che non è utile al Pd, che non è utile al governo e soprattutto non è utile all'Italia. Non stiamo parlando di giochini interni, stiamo parlando del governo di un Paese che è in drammatiche emergenze economiche e sociali. Quindi il mio gesto è un po' disperato, se volete, è fatto con sacrificio, perché non l'ho fatto con leggerezza, ha l'obiettivo di un'assunzione collettiva di responsabilità». Fassina aggiunge: «Renzi giustamente e doverosamente chiede una svolta, perché ha avuto un mandato ampio dagli elettori che l'hanno votato al congresso, si spenda anche con alcuni uomini ed alcune donne e per dare coerenza ai propri obiettivi». L'ex viceministro Fassina vede «una difficoltà ad andare alle elezioni senza una legge elettorale votata dal Parlamento. Un governo Renzi subito mi pare complicato, dal punto di vista del quadro parlamentare». E a chi gli chiede se lui intenda essere il capo della dell'opposizione interna, risponde: «I renziani sono in difficoltà, io ho posto un problema politico di rapporto tra Pd e governo. Certamente non andrò a casa, continuerò a dare il mio contributo dalla Camera, e lavorerò per una rifondazione culturale e politica del Partito democratico, perché credo che ce ne sia bisogno», conclude. A Fassina risponde Maria Elena Boschi, responsabile Riforme del Pd: «A me dispiace molto che si sia dimesso, ma mi dispiace perché lo ha fatto rispondendo a delle logiche, a delle dinamiche politiche che per me sono vecchie e superate». Secondo la Boschi Fassina «probabilmente farà da guida ad un'opposizione interna nel Pd. Un modo vecchio, che io non condivido, di intendere l'impegno politico. Si fa politica nell'interesse dei cittadini e come servizio ad una comunità: in un momento di difficoltà per il Paese un viceministro non rinuncia ad un incarico così importante per motivazioni legate a dinamiche interne». Dopodiché, aggiunge, «credo che la responsabilità del Pd sia dare risposte ai cittadini, quindi a prescindere dalle dimissioni del viceministro saremo giudicati per il piano del lavoro che presenteremo».