Mede, locali anti slot premiati dal Comune Riceveranno 330 euro

MEDE Sei esercizi commerciali riceveranno 333 euro ciascuno per aver rinunciato all'installazione di slot machine, che nel bando comunale sono definite "apparecchiature da gioco e di congegni da intrattenimento e divertimento". La giunta ha approvato il verbale redatto dalla Commissione giudicatrice definendo al tempo stesso il contributo relativo al 2013. In municipio erano arrivate nove richieste di ammissione al contributo da parte di bar o di esercizi pubblici che avevano eliminato o non avevano posizionato le macchinette per il gioco d'azzardo. La Commissione giudicatrice, in un primo tempo, aveva escluso un'edicola, in quanto non rientrante nella tipologia di esercizio commerciale prevista, e un bar caffetteria, in quanto l'inizio dell'attività risultava successivo alla scadenza del 15 maggio fissata dalla giunta. Ora arriva il via libera per sei esercizi: il bar Roma di Roberto Torti, la tabaccheria-ricevitoria di Franca Comelli, il Caffè Castello di Anna Maria Drago, il Caffè Seva di Stefano e Pierino Parrinello, il Wolly Bar di Giuseppe Rospo e il Green Bar di Lorella Mingoni. Roberto Torti commenta così l'iniziativa del Comune: «Noi abbiamo eliminato queste macchinette, perché non ci tranquillizzava la gente che ci giocava. Siamo consapevoli che il contributo è minimo e che le slot ci avrebbero permesso di guadagnare, ma siamo contenti così perché l'iniziativa è simbolica». Anna Maria Drago spiega: «Abbiamo rilevato la gestione del Caffè Castello circa un anno mese fa: una delle prime decisioni è stata la rimozione di queste slot machine». Stefano Parrinello aggiunge: «Io non ho posizionato queste apparecchiature nel mio locale, perché ritengo che non siano un buon esempio; vorrei anche far presente che il primo a dove essere criticare è lo Stato, che autorizza questi giochi d'azzardo». La posizione del Comune è illustrata dal vice sindaco Guido Bertassi: «Noi vogliamo continuare a limitare il fenomeno; il bando è un deterrente alla diffusione delle apparecchiature da gioco». I richiedenti hanno anche dovuto dimostrare di non avere debiti pendenti con il Comune per Tosap o Tares. Umberto De Agostino