«Code dei poveri, tanti pavesi» In mensa separati e licenziati
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Il desiderio di Carlo, scartare un pandoro al cioccolato, è stato esaudito: i volontari di Caritas e Ronda gliene hanno consegnato uno nel suo giaciglio notturno, sulla strada. Ma questo Natale appena trascorso ha portato doni, grazie alla solidarietà della gente, anche ad altre famiglie in gravi difficoltà. Tra loro molti italiani. Il 2014 però si apre in salita, con gli scaffali delle mense sguarniti. In attesa che Agea (l'agenzia europea che distribuisce aiuti alimentari) venga ristrutturata e riattivata, le associazioni e gli enti si danno da fare come possono. Anche tirando la cinghia. Servono olio, riso, pasta, scatolame. Parrocchia di San Mauro. Sono stati realizzati diciotto interventi urgenti e gravi per aiutare famiglie con bambini rimaste senza luce o senza riscaldamento nei giorni freddi a ridosso delle feste. Piccoli miracoli di fine anno. «Il gruppo composto da laici della parrocchia è riuscito anche a consegnare la prima casa per una famiglia con due figli piccoli – dice il parroco, don Franco Tassone –. Si tratta di una casetta a San Lazzaro, messa a disposizione da un geometra e sistemata con gli aiuti raccolti». Mensa del Fratello. Gestita dai volontari della parrocchia, accoglie ogni sera più di 100 commensali. Arrivano anche da Milano e hinterland, con il treno. E poi ripartono. Molti dormono all'addiaccio. Nello spiazzo di viale Cesare Battisti, davanti all'Esselunga, c'è chi dorme sotto una tenda. E la parrocchia sta cercando sacchi a pelo. Mensa dei frati. Dispensa dia riempire, dopo le feste, anche alla mensa di Canepanova, gestita dai frati e da un gruppo affiatato di volontari. Quando le riserve cominciano a scarseggiare frate Celestino sale sul furgoncino a va a fare la spesa confidando nella Provvidenza. Caritas, centro di ascolto. Venerdì 3 è stato giorno di distribuzione delle borse alimentari. «Abbiamo ridotto da 60 a 47 le famiglie – spiega Luigi Romani, responsabile del servizio – ma solo perché alcuni utenti erano tornati a casa, molti in Romani,a o ospiti di parenti in altre città. Dopo l'Epifania torneremo a regime. Stiamo cercando di razionalizzare le scorte per non trovarci in difficoltà». Ma in dispensa mancano già scatolette di tonno, zucchero e olio. Santa Maria di Caravaggio. I sacchetti con i panini, una bibita e la frutta - confezionati dai volontari della parrocchia - vengono distribuiti ogni domenica mattina alle 11, in viale Golgi. «E i bisognosi sono in continuo aumento – riflette don Carluccio Rossetti – . Ormai abbiamo superato quota 100. E tra loro adesso sono in maggioranza gli italiani. Gli stranieri non mancano ma non sono più preponderanti. Vengono ancora africani, siasiti e persone dell'Est. Ma anche tante famiglie pavesi. Mamme e papà con figli da mantenere. Hanno perso il lavoro o la casa. Alcuni sono stati ridotti sul lastrico da una separazione». Ad aiutare don Carluccio è un gruppo di parrocchiani che include anche molti studenti. Ogni giovedì mattina, dalle 7.30. vengono distribuiti anche coperte e indumenti. Una cinquantina di persone si mette in fila anche alle 6.30 del mattino davanti al cancello della parrocchia. Casa del Giovane. E' stato un Natale di solidarietà . Cento commensali al pranzo allestito nel salone di via Lomonaco il 21 dicembre. «Inoltre grazie al tam tam e agli appelli diramati insieme agli auguri tra i nostri sostenitori abbiamo raccolto aiuti che ci permetteranno di pagare la retta ad alcune persone che abbiamo accolto in comunità senza copertura dei Servizi Sociali dei Comuni – spiega don Arturo Cristani, responsabile della Casa del Giovane –. In particolare donne con figli minori».