L'arsenale chimico siriano in rotta verso porto italiano
ROMA Crescono dubbi e tensioni sulla destinazione delle navi cariche di 700 tonnellate di armi chimiche siriane in rotta verso un porto italiano. Cresce l'inquietitudine, specie nei porti siciliani e sardi, fra i primi candidati a fare da scalo al convoglio che dovrebbe muoversi in queste ore (la scadenza era il 31 dicembre, ma ci sarebbero stati ostacoli tecnici). Il ministro degli Esteri Emma Bonino, in Parlamento, e poi la Farnesina venerdì, avevano confermato che i cosiddetti "precursori" (relativamente innocui fino a quando sono tenuti separati, e letali solo dopo essere stati miscelati) della armi chimiche siriane transiteranno da un porto italiano, «per effettuare le operazioni di trasbordo» dalle navi danesi e norvegesi, che le hanno caricate nel porto di Latakia. Gli agenti chimici, «in container sigillati», sempre secondo la Farnesina, saranno alla fine caricati su una nave statunitense dove saranno distrutti tramite il processo di "idrolisi". Ma non si specifica dove. Ieri il vicepresidente dell'Assemblea regionale siciliana Antonio Venturino ha presentato un'interrogazione urgente al presidente Rosario Crocetta. «È inconcepibile - scrive Venturino - che la nostra terra debba attrarre l'interesse internazionale con l'avallo della Farnesina solo quando si tratta di fare da base per qualcosa di pericoloso, tossico e delicato per gli equilibri internazionali». Venturino ricorda che «si tratta di armi potenzialmente micidiali, altamente tossiche la cui pericolosità è notoria oltre che allarmante», e chiede «quale sia il porto prescelto, la data di arrivo in Sicilia di tali armi e la data della loro relativa permanenza oltre che le precauzioni e cautele» prese per l'operazione. Secondo le indiscrezioni il porto siciliano candidato ad accogliere le navi dei veleni potrebbe essere quello di Augusta. Anche se ieri il deputato regionale siciliano Vincenzo Vinciullo ha assicurato che i ministeri interessati avrebbero escluso «categoricamente» l'approdo ad Augusta. In Sardegna l'allarme si va invece diffondendo per la possibilità che il convoglio possa dirigersi verso la base di Santo Stefano, nell'arcipelago della Maddalena. Un altro scalo che, per le caratteristiche di essere protetto e militare potrebbe prestarsi allo scopo. Nel frattempo si è saputo che a scortare i due cargo danesi e norvegesi, oltre a due fregate dei rispettivi Paesi, ci sarà anche una fregata lanciamissili cinese. Nel porto italiano dovrebbe avvenire il trasbordo sul cargo militare Usa, "Cape Ray" (che non sarà nel Mediterraneo prima di due settimane), dove in alto mare avverrà la loro distruzione. Nel convoglio anche navi da guerra russe, il principale alleato del regime di Damasco.