Chignolo, pestaggio fatale c'è processo per omicidio
di Maria Fiore wCHIGNOLO PO Era morto due settimane dopo il pestaggio, avvenuto in circostanze che il processo dovrà mettere in fila e valutare. Stefano Zogno, falegname di 42 anni di Chignolo, era deceduto all'ospedale di Parma a maggio del 2012, a causa delle ferite troppo gravi riportate. La perizia, disposta subito dopo i fatti, aveva stabilito un collegamento tra quelle ferite e il decesso. Ma chi fu l'autore del pestaggio? Secondo le indagini, un uomo che abitava in paese, a Chignolo, al momento del fatto, ma che dopo l'avvio dell'inchiesta si era reso irreperibile. Il rinvio a giudizio è stato disposto per Said Ouldhnin, un 35enne di origine marocchina. A distanza di oltre un anno e mezzo dai fatti non sono ancora noti i motivi che fecero da sfondo a quel pestaggio, ma l'accusa per il 35enne è omicidio preterintenzionale, un'ipotesi di reato che prevede dai 10 ai 18 anni di carcere. L'imputato era stato identificato attraverso le testimonianze di alcuni residenti e di clienti che la sera del pestaggio, il 28 aprile del 2012, si trovavano all'interno del bar Invidia di Chignolo, dove Zogno era entrato e si era, subito dopo il suo ingresso, accasciato per terra. All'inizio si era pensato a un malore. Una ipotesi che era stata fornita anche dal titolare del bar, che aveva spiegato di avere visto l'uomo entrare nel locale, poi cadere per terra e quindi rialzarsi, mentre arrivavano i soccorsi. Non sembrava nulla di grave. Ma gli accertamenti successivi avevano riscontrato ferite compatibili con un pestaggio, avvenuto a quanto pare fuori dal locale e, secondo le voci raccolte in paese subito dopo i fatti, a opera di tre persone. Una ricostruzione che la vittima non ha potuto confermare né smentire. Subito dopo il ricovero, prima all'ospedale di Castel San Giovanni e poi in quello di Parma, Zogno entrò infatti in coma. E due settimane dopo morì. Ma il legame tra quelle ferite e la morte dell'uomo non è l'unico aspetto che dovrà passare all'esame del processo. Oltre al nesso tra causa ed effetto, dovrà anche essere verificato l'effettivo coinvolgimento del 35enne. Da accertare anche i motivi del litigio che avrebbero spinto l'indagato a colpire Zogno con calci e pugni e a provocargli una ferita mortale alla testa. Motivi che non sono stati mai definiti. La famiglia del 42enne, e anche il paese di Chignolo, dove il falegname era molto conosciuto, aspetta di conoscere la verità. La data del processo, però, non è stata ancora fissata. I familiari della vittima, la madre e il fratello, sono rappresentati dall'avvocato Claudia Sclavi e sono pronti a costituirsi parte civile. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA