Pre-ricoveri accentrati nel «piano zero» del Dea
Sono già entrate in funzione le nuove sale del blocco operatorio al piano meno due del Dea. Fino a ridosso di Natale era stata mantenuta attiva la sala operatoria di Ortopedia in sostituzione delle vecchie sale chirurgiche chiuse dopo il trasloco. Al Dea, che utilizza apparecchiature di avanguardia, sono stati apportati alcuni ritocchi tecnici che hanno permesso di far partire il blocco operatorio nuovo. Attende invece di essere trasferito il robot Da Vinci che si trova nella clinica di cardiochirurgia. Per la clinica e per Cardiologia il trasferimento è previsto in primavera. di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Il colloquio con l'anestesista, l'elettrocardiogramma, il prelievo del sangue. Da oggi chi deve essere ricoverato al San Matteo potrà sottoporsi a tutti gli accertamenti pre-intervento in un'unica area dell'ospedale, evitando di peregrinare tra cliniche e reparti anche distanti tra loro. Ai pre-ricoveri è stata riservata l'ala A del "piano zero" del Dea, accanto agli sportelli di ingresso (a cui si accede tramite la scala mobile). I 14 locali realizzati secondo il piano originario per ospitare gli ambulatori sono stati riadattati per l'attività di indagine di pre-ricovero. In tutto 28 studi, 14 per ala, che tuttavia non sono sufficienti a ospitare gli ambulatori che ancora sono attivi nelle vecchie cliniche di Chirurgia, Medicina e Ostetricia-Ginecologia. «Abbiamo quindi pensato di utilizzarne metà per ospitare l'attività di pre-ricovero. Stiamo cercando di razionalizzare i servizi in vista di interventi più strutturati» spiega il direttore sanitario Pasquale Pellino. L'altra metà degli studi, nel corpo B, dal 7 gennaio sarà occupata da alcuni ambulatori, in particolare chirurgici e urologici, che necessitano di un supporto strumentale. Spazi in cui svolgere attività più complesse delle semplici visite. E la direzione sta valutando la possibilità di trasferire al piano zero del Dea anche la sezione di ecografia per le donne in gravidanza. Mentre tutti gli altri servizi dell'Ostetricia e Ginecologia rimarranno per il momento al pian terreno della vecchia clinica in parte smantellata. «Abbiamo l'esigenza di liberare al più presto i vecchi padiglioni – spiega il direttore –. A cominciare da quello della Chirurgia. Sia perchè è il primo che dobbiamo consegnare all'Università per la realizzazione del progetto del Campus di Medicina, sia perché è necessario razionalizzare gli spazi e contenere le spese». Dalle vecchie cliniche sono stati trasferiti i reparti di degenza, ma non gli ambulatori. Questo impedisce di chiudere definitivamente le strutture anche se utilizzate solo parzialmente. E quindi obbliga a mantenere in funzione riscaldamento (che è unificato), corrente elettrica e servizi. Con doppie spese. Più complesso, al momento, appare invece trasferire gli ambulatori delle cliniche mediche: Sono più numerosi, da quello per l'ipertensione a quello sul diabete. Solo i servizi che prevedono l'utilizzo di attività ecografica verranno spostati al Dea nell'ala B. Nel frattempo è allo studio un progetto per unificare in'unica sede l'intera attività ambulatoriale, sia quella all'interno dell'ospedale sia quella ospitata in piazzale Golgi.