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MULTE A VIGEVANO L'Oscar della pazienza agli italiani Sei punti e 300 euro in meno al ciclista che è passato col rosso. Vigevano, che così facendo finirà nel Guinness dei Primati come paese col maggior numero di speed check e velok al mondo. Le strade con voragini che restano tali nei secoli mentre si mettono nei bilanci previsionali dei comuni l'importo delle multe che si vorrebbero incassare nell'anno a venire. Non dobbiamo preoccuparci di chi verrà scarcerato anticipatamente mentre chi ce lo dice gira con la scorta. Gli stranieri (non tutti per fortuna) parlano dell'Italia come "spaghetti, mafia e corruzione" peccato che poi quando sono qui non se ne andrebbero mai tanto che si sono trovati bene con gli Italiani. E questa è l'Italia. L'Italia che non è in grado di supportare qualche bambino che non ha più speranze perché il "protocollo" non è stato verificato ma assegna ancora una valanga du milioni al per un terremoto del 1980 di cui non si ricorda neppure il nome. L'Italia che vorrebbe perfino dirti dove e come giocare a pallone nei paesi. Agli Italiani dovrebbero dare l'Oscar della pazienza ed il Nobel della pace. Una tristezza, ma ci siamo abituati. Edoardo Sacchi Gropello Cairoli FORCONI Le ragioni profonde della protesta n Possibile che una persona normale di 67 anni, da sempre elettore di sinistra, come me, appena appena attento ai dati statistici e alle dichiarazioni degli operai, cassa integrati, casalinghe disperate, pensionati a 500 euro al mese, precari, piccoli commercianti in crisi, artigiani senza lavoro, piccoli imprenditori alla canna del gas, si chiedesse (da almeno 6 mesi) come mai non fosse ancora partita una rivolta, dal niente, sì dal niente, contro tutto e tutti? Mentre i soloni della politica e dell'informazione non si ponevano il problema? (Anche se, se non sbaglio, l'intelligence già due mesi fa aveva segnalato forti motivi di preoccupazione...) Ma un'occhiatina preoccupata e non di folclore (stile, "Eh, già, è un segno della crisi!") ai numeri delle varie Caritas, alla composizione delle file per avere un pasto, etc. era così difficile darla o si era tutti convinti che la pazienza di questa persone fosse infinita? Ma vi rendete conto dell'impatto che ha, su tutte questa persone in povertà o ai limiti della povertà o con la fondata paura di diventare poveri, il fatto che – mediaticamente – tutta l'attenzione è sulla (im?)possibile legge elettorale e non sui loro problemi? La legge elettorale è importante, certo, ma quando, al 15 del mese, ho finito i soldi, che vuoi che me frega della legge elettorale, quello che voglio sapere è se stai facendo qualcosa che mi aiuti, ora, non fra 18 mesi, che non so neppure se ci sono fra 18 mesi! Altrimenti – sorpresa ! ti mando, per usare un eufemismo, a scopare il mare! Chissà perché la gente non va più a votare, vero? Nessuno ha rilevato come le dichiarazioni sullo stato di disagio e disperazione sociale dei metalmeccanici impegnati, settimane fa, a Roma, in grandi manifestazioni, fossero identiche a quelle dei cittadini (non degli agitatori), presenti ai presidi del Movimento 9 Dicembre? E queste grida non sono di oggi, ma si alzano da tempo! O pensiamo di risolvere tutto con accuse di ribellismo e poujadismo? Sono anni che i segnali mediatici eclatanti sono concentrati su altro, molto più che su questi problemi! Cambiamo registro subito (e non bastano certo i brodini di pollo del Governo Letta, pur consapevoli tutti dei vincoli dell'Europa e di tutte le altre problematiche), o lasciamo che questa protesta disperata diventi una massa di manovra dell'estrema destra? Riccardo Tacconi Pavia VOGHERA Segnaletica stradale inesistente n Volevo segnalare, come accade purtroppo ogni anno, che la segnaletica stradale orizzontale (strisce bianche) sulla tangenziale di Voghera e sulla provinciale tra Voghera e Pavia è poco visibile. E' una condizione molto pericolosa soprattutto nelle giornate di nebbia fitta. L'utilissima segnaletica verticale con i catarifrangenti è ormai inesistente. Le istituzioni (la Provincia di Pavia) parlano tanto di sicurezza stradale e poi lasciano le strade in queste pietose condizioni, facendo ordinanze della sicurezza per le gomme da neve ! Antonio Mennella Voghera PAVIA Campus scolastico non perdiamo tempo n Quando in gioco ci sono i destini delle nostre scuole occorre dimostrare di averne cura e occorre programmazione, uscendo dalla cultura dell'emergenza. Nel caso del campus scolastico, ideato nell'area del quartiere Ticinello occupata dalle scuole Copernico e Cardano, è avvenuto il contrario. Il progetto è apparso insostenibile per il quartiere (per l'impatto che avrebbe il traffico di veicoli e pedoni) e per le scuole già esistenti (si ridurrebbero gli spazi a loro disposizione); pericoloso dal punto di vista ambientale (per l'uso a cui in passato era destinata l'area). Un progetto piovuto sulle teste di residenti, docenti e studenti che ha trovato la loro ferma opposizione. Il 13 novembre scorso, durante un'assemblea pubblica (chiesta a gran voce da Sel) il sindaco di Pavia ha dichiarato l'opposizione della sua amministrazione al campus Ticinello. Queste dichiarazioni hanno rappresentato una speranza per chi stava vivendo mesi di tensione. Nonostante le crociate contro la scuola pubblica condotte dal partito di appartenenza di Cattaneo; nonostante il Pgt approvato dall'attuale giunta preveda le sedi del nuovo Ipsia e della succursale del Cossa proprio al Ticinello; nonostante i soldi che la sua giunta ha destinato ad alcune scuole private, dimenticando per cinque anni situazioni al collasso (come quella della scuola Leonardo). Il sindaco ha preso un impegno nei confronti della città e giorni dopo è stata avanzata la proposta alternativa del campus in via Tibaldi. Soluzione positiva, se consideriamo che sarebbe a consumo di suolo (quasi) zero e si collocherebbe in una zona nella quale sarebbe ridotto il rischio di intasamenti legati al traffico di veicoli. Crediamo sia ancora la proposta migliore. Spostare all'esterno del centro cittadino le scuole professionali non appaia discriminatorio: anche altrove, per ragioni di viabilità, si segue questa strada, tanto per le scuole professionali quanto per i licei. I trasporti pubblici verso il campus di via Tibaldi dovranno essere potenziati, ma, considerando la struttura viabilistica della zona, non sembra un ostacolo insormontabile; inoltre il potenziamento del trasporto pubblico e la sostenibilità degli spostamenti dovranno essere punti fermi per la prossima amministrazione comunale, se vuol rendere vivibile e moderna la città. Il Comune, inizialmente favorevole, si è tirato indietro, per poi cedere dopo una manifestazione studentesca: ora ha il peso della scelta sulle sue spalle. Non si perda tempo: si vada fino in fondo, evitando di prendere ancora in considerazione l'area Ticinello e puntando su quella di via Tibaldi. Le promesse elettorali davanti a una massa di gente giustamente preoccupata diventano un'offesa alla nostra intelligenza se non sono seguite dai fatti. Ora, niente scherzi. Ezio Stella, Francesco Polidoro circolo Sel, Pavia ILLUSIONI Droga che regge il mito dell'efficienza n Giovani e adulti, facoltosi e meno abbienti, ognuno a "farsi grande" con l'uso di sostanze stupefacenti. In questo consumo smodato di illusioni in pillole, non esistono confini sufficienti a identificare le ideologie nè le culture. Continuiamo ad azzuffarci per decidere se sia meglio punire o prevenire, o ancora meglio assolvere chi sniffa, chi si buca, chi fuma. Mentre inarchiamo le sopracciglia per l'ennesimo giovane perduto, noi replichiamo la sconfitta nella prossima legge emanata a furor di popolo. Nelle scuole i cani poliziotto delineano scenari incredibili. Nelle discoteche tribù di giovani si muovono nervosamente, imbottiti di energia in polvere, per guarire da fragilità e solitudini. Nelle fabbriche, nei laboratori, negli uffici, uomini e donne ben intruppati nella trasgressione divenuta piuttosto una dimensione, una sintesi sgangherata per tentare di arginare la resa all'efficienza. Il nostro è proprio il paese di Pirandello: sappiamo urlare, condannare, scrivere a caratteri cubitali che non esiste una droga buona, che ogni droga fa male. Ma poi quando cala il sipario sulle grandi adunate, sulle tracce lasciate indietro dai nobili ideali, ecco che dal Golgota laico, coloro che vergano le leggi per tutelare l'inalienabile diritto alla salute, quindi alla vita, (che non può essere interpretato come diritto alla sopravvivenza), improvvisamente, sconfessando se stessi, indossano il passamontagna per rapinare anonimamente la possibilità di una scelta, soprattutto nei riguardi di chi ancora questa possibilità non possiede, trasformando quello che dovrebbe essere il compito più alto, in un dialogo a senso unico. Vincenzo Andraous Pavia