«Rischia la vista, prego per mio figlio»
di Maria Fiore wVELLEZZO BELLINI Sull'asfalto è rimasta una chiazza nera, ancora visibile nonostante la pioggia della notte. E piume dell'imbottitura del giubbotto che il bambino indossava. Tracce che testimoniano la violenza dell'esplosione del petardo che il giorno di Capodanno ha ferito in modo grave un bambino di 10 anni alla frazione Giovenzano di Vellezzo Bellini. La giovane vittima, che chiameremo Alessandro (il nome è di fantasia), aveva raccolto il "botto" per strada: ha riportato lesioni gravissime al volto e in particolare agli occhi. I medici del reparto di rianimazione pediatrica dell'ospedale di Bergamo, dove il bambino è ricoverato, si sono riservati la prognosi, ma a quanto pare la vista sarebbe del tutto compromessa. Scarsa la possibilità di riuscire a salvare almeno uno dei due occhi, anche se i medici stanno tentando il possibile. Ieri mattina il bambino è stato sottoposto a un lungo intervento chirurgico, ma potrebbe essere necessario un altro intervento anche per ridurre le lesioni al volto. «E' in coma farmacologico – spiega la madre, che ieri è rimasta tutto il giorno in ospedale insieme al marito, imprenditore edile –. I medici non si sbilanciano, bisogna solo sperare e pregare. Una disgrazia, terribile. Ho sempre raccomandato ai miei figli di non raccogliere nulla per terra, ma il più piccolo è sempre stato un bambino vivace e curioso». Il figlio si trovava a casa dei nonni, in via Matteotti, dove la famiglia si era riunita per il pranzo. Al momento dell'incidente, avvenuto verso le 16,30, i genitori erano nella loro villetta, che dista dall'abitazione dei nonni poche centinaia di metri. Alessandro era fuori, insieme a un amichetto, a giocare a due passi dal cancello di ingresso. «E' venuto in casa e mi ha chiesto un accendino – racconta la nonna, tra lacrime di disperazione –. Mi sono rifiutata di darglielo, ma pochi minuti dopo ho sentito un botto. Sono scappata fuori, e il mio nipotino era per terra, pieno di sangue. Ho gridato ma non c'era nessuno». Le urla però hanno attirato l'attenzione di Francesco Farella, un vicino di casa: «Ero in bici, ho visto un ragazzino scappare e ho sentito urlare. Sono corso a vedere. Una scena terribile». Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Pavia. Secondo la loro ricostruzione Alessandro avrebbe raccolto il petardo inesploso in piazza dei Caduti, che è a poche decine di metri da via Matteotti, e abbia cercato di accenderlo, provocando l'eplosione che lo ha colpito in pieno volto. «E' possibile che lo abbia preso il giorno della vigilia di Capodanno e lo ha tenuto nascosto in casa – dice il fratello 18enne della giovane vittima –. Anche noi stiamo cercando di capire cosa è successo». @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA