Mattia è il primo nato all'alba del 2014
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Nia e Mattia condividono la stessa stanza, la camera 31 al nono piano del Dea. E anche un piccolo primato: Nia Suriel è l'ultima bambina nata al San Matteo nel 2013, Mattia Barocelli il primo del nuovo anno. Papà, nonni, parenti e amici si alternano nella camera con vista sulla città, nel reparto di Ostetricia, inaugurato giusto un paio di settimane fa. Ma già funzionante a pieno regime. Fiocco rosa e fiocco azzurro per chiudere il vecchio anno e aprire il nuovo. Mattia Barocelli è venuto alla luce prima dell'alba, pochi minuti dopo le 3. Nel cuore della notte, dopo undici ore di travaglio, i medici sono intervenuti con un parto cesareo. Ma ieri mattina la mamma, Elisa Citroni, accanto alla culla in cui dormiva sereno il piccolo Mattia, ha subito dimenticato le fatiche della notte precedente e ha riacquistato il sorriso. Accanto a lei il papà, David Barocelli. A casa, a Mezzana Corti, ad attendere Mattia c'è anche il fratellino Luca, di 2 anni. Una tenda color pastello separa Mattia da Nia che invece ha chiuso l'anno. La piccola è nata alle 22.36 di martedì sera. «Nia è un nome gallese, significa brillante, luminoso» dice la mamma, Navil Moya, di origini dominicane. Stringe la bimba al petto e la culla nella speranza che smetta di piangere. Poi Nia si addormenta placida, con le mani strette a pugnetto. I genitori, mamma Navil e papà Saul Suriel - che vive a Pavia e lavora come operaio – la osservano felici. A due settimane dal trasloco del reparto, dalla vecchia palazzina anni Trenta all'ottavo piano del Dea, il personale di ostetricia e ginecologia sta prendendo le misure con i nuovi spazi dell'ospedale. Se da un lato infatti è decisamente migliorata la situazione alberghiera per le degenti, dall'altro il personale è rimasto lo stesso. Ma con la nuova distribuzione degli spazi, in due lunghi corridoi separati da un atrio, il personale che nella vecchia struttura era appena sufficiente ora è sotto organico. E nei giorni di ferie come questi a ridosso del Natale medici e infermieri vanno ancora di più in sofferenza. I sindacati sollecitano da tempo l'arrivo di nuove figure professionali per garantire il funzionamento del Dea. In un documento sottoscritto anche dalla direzione e dal consiglio di amministrazione le organizzazioni sindacali del San matteo avevano formulato una richiesta precisa: 200 assunzioni tra lavoratori del comparto (infermieri e operatori socio assistenziali) e medici. Altro reparto in condizioni critiche, messo in difficoltà dal trasferimento nella nuova e più grande struttura al piano meno due del Dea, è il pronto soccorso. «Il personale che vi lavora non basta – dicono i sindacati –. Prima le difficoltà venivano tamponate grazie a spazi concentrati e ridotti. Ma la superficie e la distribuzione delle sale nel nuovo pronto soccorso non consente di fare la stessa cosa».