«Febbre da gioco, con le feste è allarme»

La capitale del gioco d'azzardo, con una spesa di quasi 3mila euro l'anno pro capite nel 2013 (nel 2012 era stata di 2987 euro). Ma Pavia è anche la sesta provincia per la spesa complessiva che finisce nel gioco, di 1,5 milioni di euro. «E' un altro dato che conferma il triste primato della città», dice Simone Feder (nella foto), psicologo della Casa del giovane. Sono 18 in tutto le province con una spesa superiore al miliardo di euro. Milano è la provincia dove si gioca di più, con 5,9 miliardi di spesa. Sul podio anche Roma (5,3 miliardi) e Napoli (3,5 miliardi). Segue Torino con 2,6 miliardi, Bari (1,6), Bergamo (1,6) e, appunto, Pavia. In coda ci sono Brescia, Palermo, Varese, Bologna, Salerno, Genova, Caserta, Como, Venezia, Firenze e Modena. di Maria Fiore wPAVIA Tredicesime finite in Gratta e vinci e lotterie, sale giochi ancora più affollate che nel resto dell'anno e ore di vacanza trascorse davanti alle slot. Le festività natalizie spingono a giocare di più, in una provincia che già detiene il primato per la cifra (più di 3mila euro l'anno) che ogni pavese spende tra biglietti, macchinette e concorsi. Lo dice anche l'aumento delle richieste di aiuto allo sportello della Casa del giovane, da tempo attivo per combattere il fenomeno della ludopatia. «Il gruppo di aiuto contava finora 25 persone, tra vittime dirette e familiari – spiega Simone Feder, psicologo alla Casa del giovane e responsabile del progetto –. A queste dobbiamo aggiungerne altre tre, tenuto conto delle richieste che ci sono arrivate proprio in questi giorni. Un numero che ci ha subito spinto a creare un secondo gruppo e a trovare altri volontari, per poter seguire meglio chi si rivolge a noi. Il primo gruppo a Pavia è partito un anno fa proprio per dare una risposta concreta e immediata al territorio, ma le richieste nel frattempo sono purtroppo aumentate». Al centro si rivolgono diverse tipologie di persone. «Gente comune, caduta nella trappola del gioco e incapace di uscirne – dice Federe –. Ci sono operai, ma anche imprenditori o insegnanti. In questi giorni una richiesta di aiuto ci è arrivata attraverso il titolare di un bar che ha deciso di togliere le macchinette dal proprio locale. Si è fatto portavoce del disagio di una persona che giocava tantissimo e mi ha chiesto di aiutarla». Il fenomeno del gioco d'azzardo ha a Pavia proporzioni importanti: in città c'è una slot ogni 104 abitanti e si registra la spesa pro capite più alta d'Italia. «Si contano inoltre 13 sale giochi, che è un dato spaventoso per una città come Pavia –. prosegue Feder –. Sono luoghi pericolosi perché chi gioca si sente più protetto. A rischio sono soprattutto i giovani, frequentatori anche delle sale scommesse, dove ormai si scommette su tutto, dal numero dei calci d'angolo ai falli in una partita». Molte regioni, tra cui la stessa Lombardia, hanno emanato regolamenti per mettere un freno alla dipendenza da gioco, «ma manca un intervento più incisivo da parte dello Stato centrale – dice Feder –. Nessuno sa, ad esempio, quanto viene tassato il gioco d'azzardo. L'altro discorso riguarda la pubblicità: va vietata quella che attrae e crea quindi dipendenza. Una legge è passata il 24 settembre alla Camera, e i Comuni saranno chiamati a pianificare il procedimento». @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA