Giussago, consigliere verso ricorso al Tar contro il Comune
Alla Cascina Guasta di Zerbolò (nella foto) c'è un immobile all'asta. Il prossimo 17 gennaio, presso la sede municipale, ci sarà infatti l'apertura delle buste riguardanti la vendita pubblica di una porzione di un immobile, con terreno annesso, di proprietà del Comune di Zerbolò e situato presso la Cascina Guasta. «La base d'asta - spiega il sindaco di Zerbolò Renato Fiocchi - è stata fissata nella somma di denaro pari a 65mila euro». L'aggiudicazione avverrà a favore del concorrente che presenterà l'offerta migliore, da inviare tramite plico postale al municipio di Zerbolò entro e non oltre le ore 12 di mercoledì 15 gennaio 2014. L'incanto previsto per venerdì 17 alle ore 10.30. Per maggiori informazioni e per eventuali sopralluoghi è possibile telefonare all'ufficio tecnico comunale al numero 0382/818672. GIUSSAGO Ricorrono al Tar contro il Comune i proprietari di un'area destinata a servizi e ritornata ad essere, nel Pgt approvato nel 2013, terreno agricolo. Una porzione di campagna alle porte di Giussago, oltre 7mila metri quadrati, su 5.536 dei quali si sarebbero dovuti realizzare un distributore di benzina e un autolavaggio, acquistata da un consigliere di minoranza. Adesso invece lì ci sono ancora campagne. «Una zona alluvionabile – dice il primo cittadino Massimiliano Sacchi – Finchè sarò sindaco quel terreno rimarrà agricolo». Ma i proprietari stanno invece valutando la possibilità di far valere i propri diritti presentando ricorso al tribunale amministrativo. «Mi stupisce che il sindaco reputi la zona pericolosa, visto che era assessore all'urbanistica quando il terreno venne inserito nel vecchio piano regolatore come area destinata ad ospitare un impianto di distribuzione di carburanti», sottolinea Vittorio Rognoni che oltre ad essere uno dei proprietari è anche consigliere comunale di minoranza a Giussago. Ma per il sindaco Sacchi «lì non si può edificare. Esondano i canali che allagano tutta questa parte di campagna . E in ogni caso le compagnie non hanno mai autorizzato un distributore in quel punto». Secondo il consigliere d'opposizione invece quel distributore «sarebbe stato funzionale al paese». «Ritrovarci un'area verde, è stata una sorpresa – dice Rognoni –. E poi quelle campagne non si sono mai allegate». L'area era inizialmente classificata come "zona agricola di particolare interesse naturale e di salvaguardia ambientale". Nei primi anni 2000 Mauro e Fabio Bassano, i vecchi proprietari, avevano chiesto di cambiare destinazione al terreno per poterci realizzare un distributore. «Avevamo fatto seguire l'iter procedurale ad un tecnico, l'architetto Giuseppe Matassa che era anche uno dei professionisti di fiducia del Comune – spiega la madre, Maria Assunta Bassano –. La Provincia aveva rilasciato l'autorizzazione a realizzare un impianto di distribuzione di carburanti e la precedente amministrazione aveva destinato all'area una capacità edificatoria». Adesso i Bassano abitano a Certosa. Mauro ha 4 figli, aveva perso il lavoro e poi aveva subito uno sfratto, «senza aver mai ricevuto aiuto dal Comune – sottolinea Bassano – Avevamo più volte chiesto di vedere il sindaco che invece non ci ha mai ricevuti. Le porte del municipio per noi sono sempre rimaste chiuse. E adesso ci sono arrivati 87 euro da pagare per la Tares, l'amministrazione si ricorda di noi solo quando deve incassare». Ma il sindaco replica: «Li abbiamo sempre aiutati, facendo tutto quanto era possibile per dare loro una mano». Stefania Prato