«Presidente, ritroviamo la fratellanza»
di Denis Artioli wGARLASCO Quando il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio di fine anno ha citato Franco da Vigevano, agricoltore, che gli ha scritto una lettera, c'è chi è rimasto a bocca aperta davanti al televisore. Il presidente che pronuncia il nome della città ducale, prendendo in considerazione una lettera spedita da qui tra le centinaia che gli arrivano sempre, è un evento. «Ricevo anche qualche lettera più lunga – ha detto il presidente Napolitano nel suo discorso, ascoltato da circa 10 milioni di italiani – che narra una storia personale legandola alla storia e alla condizione attuale del Paese. Così Franco da Vigevano, agricoltore, che rievoca lo "spirito di fratellanza" degli anni della ricostruzione dopo la Seconda guerra mondiale e fa appello perché quello spirito rinasca come condizione per rendere la "Nazione stabile economicamente e socialmente"». Ma chi è Franco da Vigevano? E' Franco Bolognini, 60 anni, nato a Vigevano, ma residente alla frazione Bozzola di Garlasco, coltivatore di riso con sessanta ettari di terra vicino al Santuario, da sempre iscritto alla Confagricoltura pavese diretta da Luciano Nieto. «Ho deciso di scrivere perché era da un po' di tempo che volevo dire la mia opinione e Napolitano mi piace, così come mi piace papa Francesco. Non stavo guardando la televisione martedì sera – dice Bolognini – poi hanno cominciato a telefonarmi i miei amici. Non pensavo che il Presidente avrebbe letto la mia lettera, ma sono contento che l'abbia fatto, perché è sincera, e gli invierò un ringraziamento scritto, per me è stata una grande sorpresa». Non è una mail, ma una lettera di quattro pagine, scritta a mano, in bella grafia, inviata l'8 dicembre con raccomandata e ricevuta di ritorno: «Ma la ricevuta non mi è ancora arrivata» sorride Bolognini, visto che la conferma che Napolitano l'ha avuta è stata diffusa martedì sera a reti unificate. E la missiva inizia così: «Stimatissimo Presidente Napolitano, in questo momento di crisi sociale che il nostro Paese sta attraversando mi sento in dovere, come italiano, di scrivere questa lettera che non vuol essere altro che una riflessione sulla nostra Repubblica. Innanzi tutto la ringrazio per aver accettato il secondo mandato alla Presidenza della Repubblica in questo momento così difficile». Bolognini spiega poi al capo dello Stato di essersi diplomato in meccanica (all'istituto Cardano di Pavia) e poi di aver seguito le orme del padre, agricoltore, continuando la stessa attività di produttore di riso. Bolognini è scapolo, vive con la madre, e scrive a Napolitano: «Premetto che sono credente e come tale mi piace vivere la vita nel rispetto delle leggi cristiane». Quindi il riferimento allo spirito di fratellanza che è molto piaciuto al presidente della Repubblica, tanto da sceglierlo per riportarlo agli italiani, assieme a poche altre missive. «Se vogliamo uscire da questa crisi – scrive Bolognini a Napolitano – dobbiamo imparare ad avere rispetto per il prossimo, perché non c'è libertà se interpretiamo la vita con menefreghismo e mancanza di rispetto delle regole». Un invito all'unità del Paese sottolineato anche in un altro passaggio, quando Bolognini scrive che «a Redipuglia non ci sono sepolti di centrodestra o di centrosinistra, ma italiani che hanno dato la vita per la propria Patria». Quindi la firma, di «un italiano in ansia per il futuro del proprio Paese». ©RIPRODUZIONE RISERVATA