«Lasciatelo in pace o non ne uscirà mai»
GARLASCO «Vedevo Chiara come la madre dei miei nipoti. La futura nuora che ogni genitore vorrebbe: bella, intelligente, buona». Aveva gli occhi lucidi Nicola Stasi, mentre in un'intervista parlava della ragazza uccisa: «L'ho accompagnata io all'aeroporto, quando è andata a Londra a trovare Alberto, un mese prima di morire. Gli occhi azzurri radiosi, occhi di una donna innamorata». «Come si può credere l'abbia l'abbia uccisa?» Dopo il delitto, ricordava ancora Nicola, «si è detta ogni nefandezza del rapporto su quei due ragazzi. Ma allora come potevano stare insieme da 4 anni? Certe emozioni non si fingono». E ancora Nicola Stasi: «Chiara non sapeva cos'è l'inganno, la malizia. Era la dolcezza in persona». Poi il ribadire una sua certezza: «Mio figlio è innocente, ma per molti è l'assassino spietato della sua fidanzata, Ne resterà segnato per sempre, e noi con lui. Se anche si prova, nessuno può davvero capire. A meno di non vivere la stessa esperienza». Sono stati anni di rabbia, disperazione, «paura di non venirne mai fuori. E curiosità morbosa sulla nostra vita, assediati dai media, con i fotografi che scavalcavano anche la recinzione di casa. Ma intanto si deve comunque lavorare, mangiare, dormire. Cercare di andare avanti, anche quando sembra impossibile farlo». Alberto aspetta, affermava il padre «che la sua verità, l'unica possibile, sia confermata anche dai giudici. E' un ragazzo forte, determinatissimo, che affronta questa prova con grande coraggio». I genitori lo hanno abituato «ad affrontare ogni sfida, anche la più difficile, a viso aperto. La sua vita ricomincerà davvero una volta finito tutti questo processi». Se verrà definitivamente assolto, allora chi ha ucciso Chiara? «Rinnovo il nostro invito a chi indaga – aveva detto Nicola Stasi – spegnete i riflettori su mio figlio, avete sbagliato bersaglio. Era doveroso indagare su di lui, ma per accertare la sua innocenza. Cercate altrove. Magari fra chi stava più vicino a Chiara, e non aggiungo altro».(a.m.)