"Perdono reale" per Alan Turing, l'eroe condannato perché gay
A 60 anni dal suicidio, la regina ha concesso il «perdono reale» ad Alan Turing, il genio matematico che durante la II Guerra Mondiale a Bletchley Park riuscì a decodificare l'inviolabile codice delle macchine Enigma usate dalle forze armate tedesche. Turing si suicidò nel 1954 perchè era omosessuale. Due anni prima era stato condannato - essere gay era un reato - e costretto a castrazione chimica. Turing è considerato, oltre che un genio matematico, il padre dell'informatica. Nonostante i successi, che contribuirono a modificare il corso della guerra, Turing si uccise a 41 anni. Lo scorso anno è stato celebrato il 100esimo anniversario della nascita di uno dei più grandi scienziati del secolo scorso. Il perdono è stato concesso grazie alle Reali prerogative di clemenza dopo la richiesta del ministro della giustizia Grayling, che ha ricordato il valore delle ricerche condotte sotto la guida di Turing: «Contribuì a salvare migliaia di vite umane».