Protegge l'aggressore, va in cella

GAMBOLO Non aveva voluto dire il nome del suo aggressore, fingendo di essere stato legato e imbavagliato da tre sconosciuti. I carabinieri della stazione di Vigevano hanno portato in carcere V. R., 46 anni, muratore: deve espiare una condanna a un anno e due mesi per favoreggiamento personale, commesso fra Gambolò e Vigevano in aprile e maggio 2007. Il 18 aprile di sei anni fa, al 112 era arrivata una telefonata anonima che segnalava un uomo legato ed imbavagliato in una casa di Gambolò. Liberato e soccorso (l'uomo era legato con nastro adesivo, aveva le gambe e le braccia sanguinanti ferite da taglio), aveva dichiarato di essere stato aggredito e sequestrato da tre sconosciuti con il volto coperto, di origine siciliana. Spiegando che i tre lo avevano aggredito per ottenere dei documenti non meglio specificati di tipo lavorativo, essendo lui un artigiano specializzato nel settore edile, che si avvaleva dell'aiuto di qualche conoscente per piccoli lavori. Erano iniziate comunque delle indagini del nucleo operativo dei carabinieri di Vigevano che avevano permesso di risalire a ciò che era realmente successo, dimostrando che V.R. era stato effettivamente aggredito, picchiato, ferito con una roncola e successivamente legato ed imbavagliato. Ma l'autore dell'aggressione era uno solo, che la vittima ben conosceva: un pregiudicato 35enne di Gambolò con il quale V.R. aveva un contenzioso per il mancato pagamento di un debito. Il 36enne infatti vantava un credito per aver svolto, per conto di V.R., dei lavori edili. In effetti, i due quel giorno si erano incontrati in un bar di Gambolò per discutere del debito, poi il creditore aveva accompagnato V.R. a casa: mentre stava entrando, lo aveva aggredito con una roncola. V.R. non ha mai raccontato la verità sull'aggressione e per questo motivo è stato denunciato per favoreggiamento personale nei confronti del 36enne. Che a sua volta è stato condannato a due anni di reclusione per sequestro di persona e lesioni personali. Nel maggio scorso anche il creditore è stato arrestato e portato in carcere dai carabinieri. L'altro ieri, invece, i militari coordinato dal capitano Rocco Papaleo hanno eseguito l'ordine di carcerazione a carico dell'uomo che non aveva rivelato il nome del suo aggressore e per questo è stato condannato in via definitiva nei diversi gradi di giudizio. (a.m.)