«Malattia vissuta nel silenzio»

GARLASCO «Veniva a bere il caffè da noi ogni giorno. Da un paio di settimane in effetti non lo si vedeva più. Ma chi andava a pensare». Nel locale ancora semideserto, ieri mattina Giampietro e Marcello Fraschetti, del bar Gobbi di piazza della Repubblica, commentavano la morte di Nicola Stasi, loro cliente abituale. «Era più magro del solito, questo si. Ma apparentemente non aveva perso la sua energia». Si fermava al bancone qualche minuto – dicono ancora i baristi – non di più. Mai nessun commento sul delitto o i processi. Ieri, i pochi passanti si dichiaravano all'oscuro della malattia, scoperta di recente dal padre di Alberto. «E come faranno adesso?- le reazioni erano soprattutto di compassione – c'è un altro processo da affrontare, e un'attività da mandare avanti». Alberto lavora nello studio di un commercialista a Milano, dove vive durante la settimana. Nei week end torna a Garlasco dai genitori. Ma nessuna atmosfera natalizia quest'anno nella villa di via Pascoli, nessun festeggiamento con gli amici. Lui e la madre si sono dedicati completamente al padre, sperando che le cure portassero a un miglioramento. Invece le condizioni di salute sono precipitate, il giorno di Natale. (a.m.)